Troppo veloce nell'inseguimento dei ladri: poliziotto condannato per eccesso di velocità

Mercoledì 30 Gennaio 2019
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Andava a tutta velocità. Ma in fondo era il suo lavoro: inseguire quei ladri che avevano fatto esplodere un bancomat a Plan-les-Ouates, a Ginevra. Non l'ha pensata così il Tribunale federale che ha respinto il ricorso di un poliziotto ginevrino condannato per eccesso di velocità durante l'inseguimento.

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L'agente guidava l'auto di una pattuglia sulle tracce di malviventi che avevano fatto esplodere un bancomat a Plan-les-Ouates (GE) nel novembre 2015. Allarmata verso le 3.40 del mattino, la pattuglia si era lanciata nell'inseguimento dei ladri con l'intenzione di fermarli prima del confine francese. Il guidatore aveva superato su un tratto di strada di 30 chilometri orari, su un altro di 42 il limite di velocità fissato a 50. La giustizia ginevrina aveva ritenuto non doversi procedere nel primo caso, perché si trattava di un inseguimento urgente, la sirena e il lampeggiatore blu erano inseriti e il superamento era ritenuto proporzionato. Aveva per contro sanzionato il secondo eccesso di velocità perché l'agente a fianco del conducente aveva disinserito la sirena mentre la pattuglia si avvicinava ai fuggiaschi, per non rivelare la propria posizione. 

Il guidatore ha presentato ricorso al Tribunale federale contro la condanna a una multa di 600 franchi. Nella sentenza pubblicata oggi, l'alta corte di Losanna rammenta che fino al 31 luglio 2016 la legge sulla circolazione stradale (LCStr) prevedeva che una infrazione commessa durante un viaggio ufficiale urgente non fosse punibile se il conducente avesse inserito i segnali di allarme prescritti e usato la prudenza imposta dalle circostanze. Dopo questa data, la legge ammette a titolo eccezionale che un poliziotto spenga la sirena e il lampeggiatore «se ciò compromette l'adempimento del compito legale» (art. 100,4). Nel caso in esame, la giustizia ginevrina ha applicato la nuova legge poiché più favorevole al poliziotto.

La magistratura ha riconosciuto che ragioni tattiche giustificavano lo spegnimento della sirena. Per contro, a suo avviso, un simile eccesso di velocità non era autorizzato dall'urgenza della missione. In effetti, il poliziotto era informato del fatto che i fuggiaschi non avevano ferito nessuno. Anche se il pubblico interesse esigeva il loro arresto, il conducente doveva adattare la velocità in modo da non mettere in pericolo altre persone. 

I giudici federali non hanno seguito il ricorrente, secondo il quale il ragionamento della giustizia ginevrina fa arrivare alla conclusione che non c'è mai una vera urgenza. Infatti - affermano - l'istanza cantonale ha riconosciuto che c'era urgenza. Inoltre, ha ritenuto che se i ladri fossero stati sospettati di aver ferito qualcuno il loro fermo avrebbe giustificato un simile eccesso di velocità in una zona abitata. Nel caso in esame, conclude il Tribunale federale, era ammissibile sanzionare il pericolo astratto creato dal poliziotto nei confronti degli altri utenti della strada.

Ultimo aggiornamento: 15:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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