Libia, attacco aereo sul giacimento di petrolio El Feel: Eni e Noc bloccano l'attività. «Personale in salvo»

Mercoledì 27 Novembre 2019
Continuano senza sosta, ma con meno clamore, i combattimenti che stanno dilaniando ormai da anni la Libia. Per gli scontri tra le  forze del governo di accordo nazionale libico (Gna) del premier Fayez al-Sarraj e quelle del generale Kahlifa Haftar oggi è stata decisa la chiusura dell'importante giacimento petrolifero El Feel, ovvero l'elefante, sul quale opera Eni assieme alla Compagnia petrolifera nazionale libica (Noc).

La sospensione delle attività sino alla fine delle operazioni militari, ma impossibile sapere quando questo accadrà,  è stata annunciata dal presidente della Noc, Mustafa Sanallah, che su Twitter ha dichiarato:
«Ci sono stati attacchi aerei alle porte del giacimento petrolifero El Feel e all'interno di un complesso residenziale utilizzato dal personale della compagnia» L'impianto è situato nei pressi di Sabha, nel sud della Libia, a circa 650 chilometri da Tripoli, e ha una produzione giornaliera media stimata tra 70-75 mila barili di petrolio.  A rivendicarlo è stata la Forza di Protezione del Sud della Libia, guidata dal comandante Hasan Mousa, del Governo libico di Accordo Nazionale (GNA).

Dopo aver annunciato «attività militari nella regione del giacimento di petrolio di El Feel» senza segnalare alcun danno materiale o a persone, la Noc ha reso noto sempre su Twitter che «i dipendenti al giacimento sono in aree sicure ma non possono riprendere i loro normali compiti. La produzione rimarrà chiusa fin quando l'attività militare non cesserà e tutto il personale militare sarà ritirato dall'area di operazioni della Noc». 
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