Cuore: le 10 cose che le donne (purtroppo) non sanno. Ecco come proteggerlo

Lunedì 3 Agosto 2020 di Carla Massi

Sport, fiato corto, caldo, tachicardia. L'estate potrebbe essere il momento giusto perché le donne facciano largo al loro cuore. Lo ascoltino come merita, imparino a proteggerlo e a distinguere i segnali d'allarme. Perché alle femmine, da ragazze alla menopausa, non viene insegnato come prendersi cura del muscolo pulsante. Le pazienti “scoprono” la sua esistenza quasi sempre dopo i cinquanta. A volte, troppo tardi.

 Eppure, la prevenzione è possibile, tenendo conto delle differenze di genere. Perché, ormai è certo, lui e lei hanno sintomi e decorsi della malattia diversi. «Uomini e donne hanno una diversa predisposizione, anche genetica, a sviluppare le malattie dell’apparato cardiovascolare e che l’infarto ha un’incidenza più alta negli uomini -  Paola Centeleghe, responsabile della struttura semplice di Cardiologia riabilitativa del Gaetano Pini-Cto di Milano - Questo fattori hanno portato a sottostimare la malattia cardiovascolare al femminile, sia dai clinici sia dalle donne stesse. Soprattutto è importante che lei donne prenda coscienza dell’importanza di un proprio ruolo attivo. Quasi tutte si sottopongono a screening oncologici, ma poche attuano una prevenzione cardiologica.  I cui cardini sono l'astensione dal fumo, alimentazione povera di zuccheri e grassi saturi, attività fisica e periodici controlli clinici. Esami ematici comprendenti glicemia e quadro lipidico, misurazione della pressione».

Ecco il decalogo per proteggere il cuore delle donne messo a punto all'ospedale Gaetano Pini di Milano:

1) I FATTORI DI RISCHIO
Familiarità, fumo, ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso, sedentarietà ,tutti fattori di rischio per il cuore, impattano più sulle donne che sugli uomini. Questi impattano in misura maggiore sul genere femminile rispetto al maschile: lei che fuma è esposta cinque volte di più al rischio di infarto miocardico rispetto agli uomini fumatori.

2) L'ANEMIA
Esistono più fattori di rischio per le donne Sono stati identificati dei potenziali fattori di rischio cardiovascolare aggiuntivi per le donne rispetto agli uomini, come le malattie autoimmuni, l’anemia e la sindrome metabolica

3) IL KILLER
La prima di causa di morte per le donne sono le malattie cardiovascolari Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nella popolazione femminile in Europa, Italia inclusa, e la loro incidenza è largamente superiore a ogni altra causa di morte, incluso il tumore della mammella.

4) IL RITARDO
La malattia coronarica si presenta con ritardo Le donne sviluppano la malattia coronarica con un ritardo di circa 10 anni rispetto agli uomini, in una fase della vita in cui si presentano anche diabete, insufficienza renalee  vasculopatia periferica,che complicano il decorso e la gestione della malattia. 

5) IL DOLORE
L’infarto per gli uomini e per le donne non si presenta allo stesso modo. Lei spesso non ha sintomi tipici (dolore al petto con irradiazione al braccio sinistro), con conseguente ritardo nell’accesso al pronto soccorso. Aumentando così il rischio di morte.

6) I VASI
Per le donne la rivascolarizzazione è più complessa. L’angina si manifesta in forma più severa; inoltre si osserva una minore prevalenza di malattia dei grossi vasi, fatto che comporta maggiori difficoltà tecniche nelle procedure di rivascolarizzazione.

7) LA GRAVIDANZA
La gravidanza può creare problemi al cuore: ipertensione e diabete aumentano il rischio di malattie cardiache nella madre e a volte anche nel feto

8) LA MENOPAUSA
La fine del ciclomeno comporta la scomparsa dell’effetto protettivo esercitato durante l’età fertile dagli estrogeni con conseguente incremento della prevalenza di alcuni fattori di rischio (oltre il 50% delle donne sviluppa ipertensione ed ipercolesterolemia, più del 60% sono in sovrappeso o  obese) e delle malattie cardiovascolari.

9) LA DEPRESSIONE
 Depressione, ansia e stress per le donne possono provocare il crepacuore. In particolare, possono essere responsabili della sindrome di Tako- Tsubo, che può essere descritta come una forma di infarto tipicamente femminile caratterizzato da una transitoria dilatazione apicale del ventricolo sinistro e che, a differenza dell’infarto tradizionale, non corrisponde a un’ostruzione delle principali arterie coronariche. Il fattore determinante è rappresentato da una condizione di stress psichico acuto con immissione in circolo di elevate quantità di catecolamine (lutto, panico) per cui è nota anche come “sindrome del crepacuore”.

10) LA RIABILITAZIONE
Spesso le donne non vengono indirizzate alla riabilitazione Dopo un evento acuto (infarto, angioplastica coronarica, intervento di by pass aorto-coronarico, episodio di scompenso) le pazienti vengono indirizzate ad un programma di riabilitazione in misura significativamente inferiore (circa il 20% in meno) rispetto al genere maschile. Pur essendo stato dimostrato che possono beneficiare di un programma strutturato basato su attività fisica ed educazione sanitaria almeno quanto gli uomini. 

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