"Donne stradarole", alla Garbatella edicole laiche contro la discriminazione: dalla staffetta partigiana Sora Lella alla fisica Lise Meitner

Domenica 17 Novembre 2019 di Alessandra Spinelli

Un tempo, dal Rinascimento in poi, a Roma c'erano le Madonnelle stradarole, quei dipinti nelle edicole ai lati di un palazzo, spesso al centro di un incrocio, che avevano il compito di illuminare, non solo moralmente, ma anche fisicamente la strada visto che c'erano sempre delle fiaccole o delle candele accanto.

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Una tradizione popolare che è andata perduta nell'incuria di una città sempre più distratta. Ora però il testimone di questa tradizione sarà ripreso: da dicembre alla Garbatella, quartiere femminile simbolo della Capitale, a partire dall'affascinante donna Carlotta, ovvero l'ostessa Garbata o Garbanta, verranno installate quattro nuove edicole. Questa volta però saranno laiche non sacre, quasi a rispondere al grido femminista "né puttane, né madonne, solo donne"  che creeranno all'interno del quartiere, a ridosso delle aree verdi, un percorso della memoria contro la discriminazione di genere.

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Il progetto si chiama Memorie di Donne Stradarole ed è realizzato grazie al finanziamento del Municipio Roma VIII. E' nato da un’idea dell’artista Marta Cavicchioni, adottato e sostenuto dall’Associazione Socio-Culturale Le Funambole, operante proprio a Roma nel campo della violenza di genere. L’originalità del progetto è da ricercare nell'utilizzo di questo strumento antico che viene traslato in un nuovo mezzo di comunicazione popolare, restituendo alla memoria collettiva quattro storie di donne che sono state protagoniste della storia ma che dalla storia sono state estromesse perché donne.

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Ogni artista si prenderà carico rispettivamente di una donna, per restituirne il ricordo.  Micaela Serino (aveva 8 anni quando espose il suo primo quadro al palazzo delle Esposizioni  e da allora non ha più smesso di dipingere) dedicherà la sua opera a Raffaella Chiatti, detta Sora Lella del lotto 7, che nel settembre del '43, divenne partigiana del VII GAP (Gruppo di Azione Patriottica) come unica donna, dato che il suo lavoro alla Croce Rossa la esentava dal coprifuoco, rendendola una staffetta ideale. Marta Cavicchioni, indomita e testarda cartapestaia e illustratrice,  invece interpreterà Maria De Zayas, scrittrice spagnola del '600, che per prima denunciò nei suoi racconti il ruolo subalterno della donna e la violenza di genere, sollecitando le donne a cercare l'indipendenza e gli uomini a educarsi alla non violenza. Debora Malis, artista della terracotta, realizzerà l’edicola dedicata a Lise Meitner, la fisica austriaca che diede l'esatta interpretazione della fissione nucleare, ma che si vide scippare il premio Nobel dal chimico con cui collaborava, Otto Hahn, perché discriminata dal mondo scientifico in quanto donna e per le sue origini religiose, ebraiche, durante l'avvento del nazismo.

Cecilia Milza, fotografa appassionata,  infine rappresenterà, la pianista e cantante Hazel Scott, che vide l'apice del suo successo tra gli anni '30 e '50 nell'America carica di pregiudizi razziali: rifiutandosi di esibirsi nei luoghi in cui vigeva la segregazione e lottando per la difesa dei diritti delle donne, finì nella black-list dei professionisti del mondo dello spettacolo ritenuti antiamericani e filocomunisti. 

Le edicole delle Donne Stradarole diventeranno presidi stabili contro le discriminazioni, una chiave unica per interpretare al meglio la storia. E d'altra parte si racconta che, appena sorto il quartiere, negli anni '20, esistesse una sola chiave in grado di aprire tutte le porte delle case, perché dentro non vi era nulla da rubare. Partendo da questa storia popolare, Memorie di Donne Stradarole si pone come obiettivo l’uso metaforico di questa leggendaria chiave, per aprire le porte dell'accoglienza, delle pari opportunità, dell’inclusione e della memoria.

 Memorie di Donne Stradarole verrà presentato sabato 7 Dicembre, alle ore 15, attraverso una passeggiata narrante, della durata di circa 1 ora, a partecipazione gratuita, previa prenotazione, condotta dalla sociologa urbana Irene Ranaldi dell’Associazione Ottavo Colle, che avrà come tappe le quattro edicole e due luoghi storici del quartiere, veri e propri simbolo: il bassorilievo dell'Ostessa Garbata e la Fontana di Donna Carlotta, entrambi dedicati a figure di donne fiere e indipendenti, ispiratrici proprio del nome di Garbatella.

Ultimo aggiornamento: 20:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA