Ancona, yacht di lusso
offerta per la Isa Cantieri

Domenica 29 Novembre 2015 di Agnese Carnevali
ANCONA - Isa, l'offerta di un cantiere industriale del settore potrebbe salvare dal fallimento l'impresa che produceva yacht di lusso. Il piano industriale proposto e le garanzie finanziarie a supporto del piano sarebbero solide, ma la trattativa è ancora in corso. È quanto è emerso dall'incontro di ieri tra le rappresentanze sindacali e l'ad di Isa Yacht Luciano Mario Bregola. Per chiudere l'affare mancherebbe l'intesa su un paio di condizioni poste dal nuovo investitore.

La settimana prossima sindacato ed azienda torneranno ad incontrarsi per vedere se l'unica strada che si intravede per la salvezza del cantiere sia realmente percorribile. L'offerta di acquisizione è stata formulata alcuni giorni dopo la messa in liquidazione della società, di proprietà di un fondo internazionale a maggioranza russa, avvenuta il 3 novembre. Prima di allora sono state diverse le manifestazioni di interesse giunte negli uffici di via Mattei, tra cui quella di una cordata di piccoli imprenditori locali. Nessuna è stata però giudicata dal Tribunale sufficientemente valida da consentire l'apertura di un concordato di continuità.

A quel punto, la decisione, meno di un mese fa, di mettere in liquidazione l'impresa. Ieri, però, lo spiraglio. C'è un gruppo industriale italiano pronto a rilevare il cantiere della nautica di lusso. Ma c'è la necessità di verificare un paio di clausole prima che la proposta possa dirsi vincolante e tale da trasformare il concordato di liquidazione in concordato di continuità. È l'unica speranza per mantenere in vita la realtà produttiva. Un nuovo confronto tra sindacato e azienda è previsto per la prossima settimana, ma c'è da far presto. Almeno per i lavoratori che, se l'accordo non sarà concluso entro il 31 dicembre, perderanno 6 mesi di cassa integrazione, entrando in vigore la riforma degli ammortizzatori sociali.

In attesa di conoscere le sorti di Isa Yacht, lo stabilimento di via Mattei è fermo. Tutti i 103 lavoratori sono in cassa integrazione a zero ore. L'apertura del cantiere è garantita da una decina di dipendenti che si occupano delle pulizie, della sicurezza. Qualche addetto alla manutenzione, l'elettricista e poi gli impiegati dell'amministrazione.

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