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Polizia con il taser a Latina, il primo giorno è rimasto nelle fondine

Polizia con il taser a Latina, il primo giorno è rimasto nelle fondine
di Laura Pesino
3 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 12:14 - Ultimo aggiornamento: 15:02

E' stato consegnato come annunciato e da ieri è in dotazione anche ai reparti della questura di Latine e di quella di Frosinone, dopo essere stato introdotto nei mesi scorsi in 18 città italiane. Il taser è una pistola a impulsi elettrici che, a differenza di tutte le armi da fuoco, spara scariche ad alta tensione e bassa intensità di corrente attraverso elettrodi collegati allo strumento in grado di colpire anche a distanza immobilizzando il soggetto malintenzionato provocandone una forte contrazione muscolare che lo rende di fatto inoffensivo. I dispositivi arrivati in provincia sono 13 in tutto e da ieri sono stati utilizzati dagli agenti durante gli ordinari turni di servizio.

Non si tratta però di un'arma personale ma di uno strumento affidato appunto ai reparti: due taser sono stati consegnati a ciascuno dei cinque commissariati della provincia (Cisterna, Fondi, Formia, Gaeta e Terracina), due alla squadra volante della questura di Latina e un altro alla squadra mobile. E' entrato in servizio oggi (ieri ndr) spiega Giovanni Scifoni, dirigente dell'ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico del capoluogo ma non è stato ancora utilizzato perché non c'è stata necessità. E' stato però dato in dotazione a una pattuglia per ogni turno di servizio, sia a Latina sia negli altri commissariati del territorio.
 

Tutti gli agenti che lo usano sono stati preventivamente ed adeguatamente formati. Per utilizzare il taser infatti occorre una licenza e un corso specializzato che identifica alcune particolare situazioni in cui può essere utilizzato: dalle condizioni di necessità e urgenza a quelle in cui si ritiene legittimo il ricorso alla forza. Il fine è quello di salvaguardare i poliziotti stessi e anche tutelare i cittadini nelle occasioni in cui, durante gli interventi su strada, sia necessario bloccato immediatamente un soggetto considerato pericoloso.

Nei giorni scorsi, annunciando appunto l'entrata in funzione dell'arma anche nella provincia pontina, il sottosegretario all'Interno Luca Molteni, aveva specificato che nei casi in cui era già stata sperimentata l'arma a impulsi elettrici era stato possibile ottenere l'effetto voluto, quello appunto di rendere inoffensiva una persona pericolosa, senza neppure attivarla. Su 99 interventi totali infatti, 35 si sono conclusi con la sola estrazione del dispositivo, altri 24 con l'azionamento dell'arco elettrico di avvertimento. Nel 60% dei casi dunque si era raggiunto un effetto deterrente e dissuasivo senza mettere l'arma in funzione. Sul territorio pontino l'utilizzo è appena cominciato e sarà necessario un certo periodo di tempo per valutarne gli effetti dal punto di vista della sicurezza e della tutela dell'incolumità delle forze dell'ordine e dei cittadini.

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