Carlotta, la stilista trovata impiccata a Milano: chiesto processo per il fidanzato

Milano, stilista impiccata: chiesto processo per il fidanzato
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Mercoledì 10 Marzo 2021, 15:20 - Ultimo aggiornamento: 15:23

La Procura di Milano ha chiesto il processo per Marco Venturi accusato di omicidio per la morte della sua fidanzata, la stilista 37enne Carlotta Benusiglio, trovata impiccata con una sciarpa ad un albero, nel capoluogo lombardo, il 31 maggio 2016 in un giardino a cinquanta metri da casa sua.

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Il pm Francesca Crupi, che ha ereditato il fascicolo dall'ex collega Gianfranco Gallo, ha trasmesso l'istanza all'ufficio gip ritenendo necessario il vaglio di un giudice, il gup Raffaella Mascarino. Il pm Gallo aveva chiesto l'arresto, bocciato per tre volte: da un gip, dal Riesame e dalla Cassazione. L'uomo risponde pure di stalking e lesioni contro la stilista, tra il 2014 e il 2016. 

 
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Le accuse

Venturi, secondo la ricostruzione del pm Gianfranco Gallo, è accusato di aver ucciso la fidanzata «per futili motivi, con dolo d'impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure il proprio braccio» e quindi strangolandola. La ragazza, anche perché affetta dalla «sindrome di Eagle», sarebbe «deceduta subito dopo per asfissia meccanica da strangolamento» e lui avrebbe simulato «una impiccagione sospendendo parzialmente» con la sciarpa il cadavere ad un albero nei giardini di piazza Napoli, il 31 maggio di quattro anni fa, verso le 3.40 di notte. Venturi, come si legge nell'atto di chiusura indagini, è anche accusato di episodi di stalking e lesioni contro la fidanzata, tra il 2014 e il 2016. Gli viene contestato di averla più volte presa a schiaffi, di averla minacciata, di averla colpita con calci, anche per «moti di gelosia».

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In un'altra relazione, del consulente dei familiari della donna, assistiti dai legali Gian Luigi Tizzoni e Pier Paolo Pieragostini, si sostiene, in modo analogo, che la giovane morì per «strangolamento omicidiario» e poi il corpo venne appeso «per inscenare un impiccamento suicidiario». Nell'inchiesta del pm Gianfranco Gallo il fidanzato, Marco Venturi, era indagato per omicidio volontario. Alla fine del 2020 , però, una perizia disposta dal gip aveva concluso per la tesi del suicidio. Spettava poi al pm la decisione di chiudere le indagini o chiedere il processo per l'uomo. Arriva oggi dunque la richiesta del pm Francesca Crupi di un processo per il fidanzato della vittima. 

La difesa

Venturi, difeso dall'avvocato Andrea Belotti, ha vissuto una parabola giudiziaria nelle complesse indagini che vanno avanti da quasi 5 anni: da persona informata sui fatti, col fascicolo in via di archiviazione, a indagato per istigazione al suicidio fino ad accusato di omicidio volontario aggravato. Secondo una perizia del 2018, la donna morì «con grande probabilità» a causa di una «asfissia prodotta da impiccamento» e sul cadavere, riesumato, non c'erano «lesioni scheletriche» riconducibili ad un «eventuale strangolamento, parziale o totale, con successiva sospensione del corpo». La perizia, dunque, propendeva per il suicidio, ma agli atti sono finiti anche i risultati delle consulenze affidate ad esperti dai familiari di Carlotta, assistiti dai legali Gian Luigi Tizzoni e Pier Paolo Pieragostini. Consulenze valorizzate dalla Procura. Secondo la ricostruzione dell'allora pm Gallo, che ha chiuso le indagini ad ottobre, Venturi è avrebbe ucciso la fidanzata «per futili motivi, con dolo d'impeto, stringendole al collo una sciarpa oppure il proprio braccio» strangolandola.

La ragazza, anche perché affetta dalla «sindrome di Eagle», sarebbe «deceduta subito dopo per asfissia meccanica da strangolamento» e lui avrebbe simulato «una impiccagione sospendendo parzialmente» con la sciarpa il cadavere ad un albero verso le 3.40 di notte di quella sera di fine maggio 2016. Nella perizia di tre anni fa, per gli inquirenti, non era emerso l'elemento della sindrome da cui era affetta Benusiglio. Ma a far ritenere la necessità del vaglio di un giudice sono anche i tre provvedimenti con cui, prima un gip, poi il Tribunale del Riesame e infine la Cassazione, dando ragione alla difesa, hanno rigettato la richiesta di arrestate Venturi avanzata dal pm Gallo, sostenendo la mancanza di «gravi indizi di colpevolezza» a carico dell'allora fidanzato e che si sia trattato di un suicidio.

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