Emergenza rifiuti a Roma, Ciociaria precettata: «Gli impianti ciociari dovranno lavorare al massimo»

Emergenza rifiuti a Roma, Ciociaria precettata: «Gli impianti ciociari dovranno lavorare al massimo»
di Vincenzo Caramadre
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Sabato 6 Luglio 2019, 14:25 - Ultimo aggiornamento: 14:46
Entro sette giorni Ama dovrà ripulire le strade di Roma e parte di quei rifiuti indifferenziati arriverà anche in Ciociara: negli impianti di Colfelice e Roccasecca.
È dispone un'ordinanza del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti per fare fronte all'emergenza della Capitale.

LE REAZIONI
Immediata la reazione dei sindaci di Roccasecca e Colfelice. «Chiedo le dimissioni del sindaco Raggi e del presidente della regione Zingaretti per incapacità amministrativa», ha detto il sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco.
Sulla stessa onda il sindaco di Colfelice Bernardo Donfrancesco: «Raggi avrebbe dovuto provvedere, lo stesso Zingaretti: ora saranno le province Laziali ad essere penalizzate. Trattate come la pattumiera della Regione e questo non è giusto, non è degno di una gestione civile e programmata del ciclo dei rifiuti».
Pronti ad appoggiare le proteste anche i sindaci di San Giovanni Incarico e Pontecorvo. Prende posizione anche il presidente della Provincia, Antonio Pompeo: «Ogni anno, durante la stagione estiva, l'incapacità della sindaca Virginia Raggi nel gestire la città di Roma, tenerla pulita e dotarsi degli impianti per il ciclo rifiuti, diventa emergenza. Nel 2018 è accaduta la stessa cosa. Basta, è ora che la sindaca affronti la questione in prima persona. Le province del Lazio non sono più disposte a tollerare questo comportamento, perché la Raggi oltre a non saper amministrare, dimostra anche tanta superbia nell'affermare che mai autorizzerà la realizzazione di impianti e discariche nella Capitale. Sul caso, come presidente dell'Unione delle Province del Lazio convocherò subito un direttivo con gli altri presidenti».
È intervenuto anche il consigliere regionale del Lazio Pasquale Ciacciarelli: «Ancora una volta saranno le province del Lazio con Frosinone in testa a pagare l'incompetenza del sindaco di Roma Raggi e del presidente della Regione Lazio, che peraltro, continuano vergognosamente con il solito rimpallo di responsabilità sulla questione. Adesso basta. Non siamo la pattumiera della Capitale».

IL PROVVEDIMENTO
L'ipotesi dell'arrivo dei rifiuti da Roma circolava da giorni. Ieri pomeriggio l'emergenza rifiuti della Capitale ha raggiunto un livello tale che ha costretto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ad emettere l'ordinanza che impone a tutti gli impianti della Regione, dunque anche all'impianto Tmb di Colfelice della Saf e alla discarica Mad di Roccasecca, di spalancare le porte ai camion della società Ama provenienti da Roma.
«Tutti gli impianti - si legge nell'ordinanza di Zingaretti - devono operare, con decorrenza immediata, al massimo della capacità di trattamento autorizzata su base giornaliera, garantendo i trattamenti anche nei festivi, secondo le richieste che Ama formalizzerà».
Gli impianti, prevede ancora l'ordinanza di Zingaretti, dovranno svuotare le fosse di ricezione «anche in deroga» alle autorizzazioni integrate ambientali. Tutti gli operatori, inoltre, dovranno rimandare le manutenzioni «programmate successivamente alla 34esima settimana» (19-25 agosto) tenuto conto del fisiologico calo della produzione di rifiuti nel mese di agosto.
L'ordinanza ha validità fino al 30 settembre. Nei primi mesi di quest'anno, secondo i dati comunicati da Arpa, il 40% dei rifiuti trattati in provincia di Frosinone provenivano da Roma. Con l'ordinanza di Zingaretti la quota dell'immondizia della Capitale trattata in Ciociaria è destinata a salire almeno al 70%.

LA SAF
Già nel pomeriggio di ieri Ama ha inviato in Ciociaria, ma anche negli altri impianti fuori da Roma Capitale, i camion con i rifiuti. Saf, che ha una capacità di trattamento pari a 327.273 tonnellate all'anno, ha immediatamente fornito la propria disponibilità.
«Anche Frosinone, che dispone di un ciclo provinciale autosufficiente per la lavorazione dei rifiuti e lo smaltimento dei residui - ha dichiarato il presidente Lucio Migliorelli - concorrerà alla risoluzione della emergenza romana nella certezza che la comunità ciociara saprà ancora una volta comprendere, prima ancora di condividere, la oggettiva esigenza di porre urgente rimedio a una crisi ambientale che potrebbe sfociare in una seria problematica sanitaria con effetti devastanti sulla salute degli abitanti di Roma».
 
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