Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Tmz alla Fox per 50 milioni di dollari: il sito di gossip rafforza il gruppo Murdoch

foto

Tmz passa alla Fox per 50 milioni di dollari, e il gruppo Murdoch rafforza così la sua presenza nel gossip. Il sito Tmz, il tabloid online fondato da Harvey Levin e velocissimo a diffondere notizie su celebrità, è passato dunque da Time Warner alla Fox in un accordo valutato sotto i 50 milioni di dollari: opererà d'ora in poi sotto l'ombrello del network del gruppo fondato dal tycoon australiano. Secondo l'Hollywood Reporter, Levin continuerà a gestire le operazioni quotidiane del sito a cui fa capo anche una serie tv distribuita in syndacation. Fox sarebbe emersa come l'unico pretendente credibile una volta che Levin aveva deciso di uscire da Warner Media.

 

Rissa sfiorata agli Mtv Music Awards: scontro tra il fighter McGregor e Machine Gun Kelly, compagno di Megan Fox

«George non sarà mai re, la monarchia si estinguerà tra due generazioni», le previsioni della scrittrice indignano il Regno Unito

 

Tmz e i Vip

Levin aveva fondato Tmz nel 2005 rendendo il sito un punto di riferimento per ogni tipo di indiscrezione sulla vita di celebrità e ricchi e famosi grazie a scoop come le morti di Michael Jackson e di Prince e le tirate anti-semite di Mel Gibson. Più tardi Tmz era diventato famoso per le interviste-imboscata con le telecamere o a volte con un solo reporter armato di telefonino che avvicinava celebrità in mezzo alla strada per strappar loro dichiarazioni. In un certo senso l'ingresso in Fox dà un senso di continuità all'approccio aggressivo di Tmz: è stato dopo tutto Rupert Murdoch ad aver ridefinito il genere del tabloid attraverso la proprietà di quotidiani come il «New York Post» (e la sua rubrica Page Six) negli Usa, il «Sun» in Gran Bretagna e il «Daily Telegraph» in Australia.