Hundertwasser, vent'anni fa moriva l'architetto e artista geniale come Gaudí

Vent’anni fa, il 19 febbraio del Duemila, moriva Friedensreich Hundertwasser, grandissimo architetto, artista, ecologista austriaco, le cui iconiche case coloratissime (alla maniera di quelle di Gaudí fanno bella mostra di sé soprattutto a Vienna, e che ebbe una vita nomade, da intellettuale di altri tempi. Il suo è un percorso originale, lontano dagli insegnamenti accademici. Spesso in Italia (per un periodo abitò in un veliero ancorato a Venezia), ma anche in Marocco, Tunisia, Giappone, Nuova Zelanda. 

Nato Friedrich Stowasser,  nel 1928, cambiò il primo nome con una parola che in tedesco significa “regno della pace”, mentre “Hundert” vuol dire cento, come “sto” del suo cognome, in slavo. La madre era ebrea, e fu perseguitata durante il nazismo. Anche per questo, cercò di combattere contro tutti i totalitarismi, compreso lo stalinismo. Le sue linee mobili, morbide, i suoi colori cangianti, sono un chiaro rifiuto del razionalismo, del funzionalismo. Fu sempre attivo in favore di ogni causa ambientale, per i diritti dei popoli e la libertà individuale; e non fece mai compromessi quando si trattava di qualcosa in cui credeva. Le sue opere, che fossero sculture, stampe o edifici pubblici o residenziali, ricordano la gioiosa libertà creativa di Niki de Saint Phalle (l’artista del Giardino dei tarocchi, in Toscana, e delle opere vicine al Beaubourg parigino).

Un uomo così nomade e apolide per natura, è morto mentre stava viaggiando, nell'Oceano Pacifico, a bordo del transatlantico Queen Elizabeth 2, alla volta della Nuova Zelanda, il Paese che aveva prescelto come propria dimora negli ultimi anni.

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