Riforma fiscale, Di Maio: "Avanti con salario minimo. Lega non lo affosserà"

Venerdì 12 Luglio 2019
(Teleborsa) - Per quanto riguarda il salario minimo "daremo un periodo di tempo entro cui i contratti collettivi sotto i 9 euro lordi all'ora, come quelli dei riders, andranno adeguati. Altrimenti si interverrà. E su questo c'è un accordo con il Carroccio". Ad affermarlo è il vicepremier Luigi Di Maio, in un Forum con il Fatto Quotidiano.

"Entro fine anno – ha spiegato Di Maio, replicando alle critiche mosse dalle aziende contrarie all'introduzione del salario minimo – presenteremo una proposta per ridurre il cuneo fiscale alle imprese fino a 15 dipendenti. Ma se vieni pagato 2 o 3 euro non è lavoro, sfruttamento. E comunque – ha aggiunto, in merito alle resistenze dell'alleato di Governo – la Lega non può affossarci la legge, visto che il salario minimo lo aveva nel suo programma elettorale. La cosa che mi colpisce è che stiamo trovando resistenze soprattutto tra i sindacati".

Nell'intervista Di Maio ha affrontato anche il tema del fisco ribadendo la volontà di procedere alla lotta all'evasione e di mandare in galera i grandi evasori. "Se entro fine anno vogliamo mettere in piedi una riforma fiscale che tagli il cuneo fiscale, è chiaro – ha spiegato – che dobbiamo andare a colpire chi in questo momento non sta pagando le tasse. Il veicolo migliore sarà la riforma del processo che sta portando avanti il ministro Bonafede".

Sulla Flat tax il leader del Movimento 5 stelle si è mostrato possibilista ma ha assicurato che non ci sarà "nessun regalo ai ricchi in quanto si tratta di intercettare quei redditi che non vanno oltre i 60mila euro annui" sottolineando che deve essere la Lega "a trovare le coperture". Se dovesse riuscirci, ha aggiunto, "avremo una riforma fiscale straordinaria e possiamo dire a chi evade che va in galera".

Tra i temi affrontati anche quello delle autonomie. Sulle autonomie si va avanti, spiega Di Maio ma "alla regionalizzazione della scuola noi del M5s diciamo di no. Adesso sarà fondamentale fissare il criterio di riparto delle risorse" altrimenti "invece che autonomia sarà uno spacca-Italia".


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