Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Pos, gli irriducibili del contante: in 3 su 10 non hanno il terminale

Da ieri al via le sanzioni da 30 euro

Pos, gli irriducibili del contante: in 3 su 10 non hanno il terminale
di Francesco Bisozzi
4 Minuti di Lettura
Sabato 2 Luglio 2022, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 11:12

Testardi come i No Vax. Solo che rifiutano i pagamenti elettronici al posto delle dosi di vaccino. Benvenuti nell'Italia dei No Pos, quelli che incrociano le braccia quando vedono i clienti estrarre dal portafoglio un bancomat o una carta di credito, soprattutto quando ci sono in gioco importi bassi. E che usano anche i social come TikTok per protestare. Ieri sono scattate le prime sanzioni per negozianti, artigiani e studi professionali che chiudono i battenti al cashless: prevista una sanzione amministrativa pari a 30 euro, aumentata del 4 per cento del valore della transazione digitale negata all'utente. Ma stando a quanto trapela dalle associazioni che rappresentano i commercianti sarebbero circa 3 su 10 i negozi No Pos nelle città di medie e grandi dimensioni, come Roma o Torino. Le loro motivazioni? Preferiscono risparmiare sulle commissioni anche al costo di pagare una multa ogni tanto perché lo ritengono conveniente sotto il profilo economico.

Furbetti del Pos, c'è già chi aggira l'obbligo: «Non è necessario avere il terminale per i pagamenti»

Sui social sono spuntate persino delle guide in cui si spiega cosa fare per evitare le multe senza cedere ai pagamenti digitali. C'è chi consiglia di appellarsi alla mancanza di linea o a problemi tecnici dei dispositivi per farla franca.
Il problema delle commissioni sui piccoli importi si fa sentire.
Altro caso è quello di chi non vuole essere tracciato per non fare fattura ed essere pagato in nero. Confesercenti ha fatto notare che per le imprese più piccole il costo della moneta elettronica è già molto elevato: parliamo, per il settore, di circa 772 milioni di euro l'anno, tra commissioni e acquisto o noleggio dei dispositivi. «La strada da percorrere non è quella dell'imposizione, ma della riduzione delle commissioni applicate per l'accettazione di carte di credito e di debito, che dovrebbero essere azzerate per importi fino a 50 euro», suggerisce Confesercenti. Una posizione condivisa da Confcommercio, che a sua volta chiede di abbattere le commissioni, perché «non si può pensare di incentivare i pagamenti elettronici attraverso il meccanismo delle sanzioni». Sulle barricate i tabaccai, che chiedono direttamente l'esonero dall'obbligo per la loro categoria.

 

Fattura elettronica, dal primo luglio è un obbligo: chi la deve emettere e chi no. Multe fino a 2mila euro

IL CONTROSENSO

«La lotta all'evasione fiscale, tramite l'obbligo di accettazione di pagamenti con carta e bancomat, è un controsenso nel caso delle tabaccherie che sono concessionarie dello Stato e garantiscono già la tracciabilità dei pagamenti», ha detto Assotabaccai. Si tratta di un tema che sembra far breccia nel governo tanto che in parlamento è stato accolto un ordine del giorno nel quale si è impegnato a prevedere un credito d'imposta del 100% sui maggiori costi, a fronte dell'utilizzo della carta per acquisti di pochi centesimi, dai francobolli ai biglietti dell'autobus. Oggi chi rifiuta un pagamento elettronico di 50 euro rischia più nel dettaglio una multa pari a 32 euro: ai 30 euro fissi si aggiunge la parte variabile del 4% del valore della transazione rifiutata. L'asticella sale invece a 34 euro se l'ammontare della somma respinta arriva a 100 euro. Chi è in grado di dimostrare di aver avuto problemi di natura tecnica, come la momentanea assenza di linea internet, può comunque farla franca. «Ho il Pos fuori uso», è la scusa che hanno iniziato a usare da ieri i commercianti anti-cashless per dribblare le multe.

Fisco, da oggi scatta l'obbligo del POS: sanzioni a commercianti e professionisti

I controlli del resto non sono sempre semplici da calare a terra. Il Codacons nei giorni scorsi ha spiegato che un numero elevato di segnalazioni contro i commercianti disubbidienti rischia di mandare in tilt le verifiche e di conseguenza di frenare le sanzioni. Ma quanto è diffuso il cashless in Italia? Per l'osservatorio sui pagamenti innovativi del Politecnico di Milano, nel 2021 i pagamenti digitali hanno raggiunto quota 327 miliardi di euro, risultando in crescita del 22% sul 2020. Fanno da traino i pagamenti con carte contactless, a quota 126,5 miliardi di euro nel 2021.

© RIPRODUZIONE RISERVATA