Libretti postali "dormienti" chiusi dal 21 giugno: cosa sono, che fare e come recuperare i risparmi

Si tratta perlopiù di polizze, assegni, libretti di risparmio e conti non movimentati con un saldo superiore a 100 euro

Libretti postali dormienti a rischio
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Domenica 22 Maggio 2022, 18:55 - Ultimo aggiornamento: 18:56

Pronti al giro di boa per i libretti dormienti di Poste Italiane. I clienti con in mano libretti postali sono avvertiti: il 21 giugno saranno estinti tutti i libretti rimasti inutilizzati negli ultimi 10 anni. Si tratta perlopiù di polizze, assegni, libretti di risparmio e conti non movimentati con un saldo superiore a 100 euro. «Entro il 21 giugno 2022 i titolari dei libretti risultati “dormienti” alla data del 30 novembre 2021, sono invitati a dare disposizioni presso qualsiasi Ufficio Postale e consentire il censimento anagrafico del proprio Libretto, al fine di evitare, successivamente a quest’ultima data, l’estinzione del libretto», spiega una nota di Poste. In caso contrario si corre il rischio che le cifre vengano girate al Fondo istituito dalla Finanziaria 2006.

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LA LISTA

Cosa deve fare quindi chi si trova in questa situazione? Chi pensa di avere un libretto postale dormiente o non ricorda di aver fatto movimenti sul proprio libretto può consultare sul sito di Poste Italiane la lista dei libretti in fase di chiusura in base al numero identificativo dell’ufficio postale in cui sono stati aperti. Anche perché si tratta di libretti che, secondo alcune stime, valgono milioni di euro. Meglio controllare in caso di dubbio.

COME RECUPERARE I RISPARMI

Nel caso in cui il libretto sia stato però stato estinto, non tutto è perduto. La chiusura dei libretti postali non comporta in automatico la perdita dei capitali. Va ricordato che c’è tempo per rivendicare il contenuto dei libretti. Si hanno infatti 10 anni di tempo per fare la richiesta. Le domande di rimborso possono essere presentate a Consap Spa per via telematica oppure a mezzo Raccomandata a/r presso la sede della società. Soltanto tra il 2010 e il 2016, ad esempio, sono stati rimborsati 40mila cittadini per quasi 220 milioni di euro.

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