Fusione Nvidia-Arm, UE apre inchiesta per possibili danni a concorrenza

Fusione Nvidia-Arm, UE apre inchiesta per possibili danni a concorrenza
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 20:15

(Teleborsa) - La Commissione europea ha aperto un'indagine approfondita sulla maxi-fusione tra Nvidia e ARM dopo che il produttore americano di schede grafiche aveva chiesto l'approvazione dell'antitrust UE per l'acquisizione da 54 miliardi di dollari del progettista di chip britannico. La Commissione, si legge in una nota, teme che l'entità risultante dalla concentrazione avrebbe la capacità e l'incentivo a limitare l'accesso dei concorrenti di NVIDIA alla tecnologia di Arm e che l'operazione proposta potrebbe portare a prezzi più elevati, a una scelta inferiore e a una riduzione dell'innovazione nell'industria dei semiconduttori.

"I semiconduttori sono ovunque nei prodotti e nei dispositivi che utilizziamo tutti i giorni, nonché nelle infrastrutture come i data center - ha commentato Margrethe Vestager, vicepresidente della Commissione UE con delega alla concorrenza - Mentre Arm e NVIDIA non sono in concorrenza diretta, l'IP (proprietà intellettuale, ndr) di Arm è un input importante nei prodotti in concorrenza con quelli di NVIDIA, ad esempio nei datacenter, nel settore automobilistico e nell'Internet of Things".

"La nostra analisi mostra che l'acquisizione di Arm da parte di NVIDIA potrebbe portare a un accesso limitato o degradato all'IP di Arm, con effetti distorsivi in molti mercati in cui vengono utilizzati i semiconduttori - ha continuato la politica danese - La nostra indagine mira a garantire che le aziende attive in Europa continuino ad avere un accesso effettivo alla tecnologia necessaria per produrre semiconduttori all'avanguardia a prezzi competitivi".

L'operazione è stata notificata alla Commissione l'8 settembre 2021. Il 6 ottobre 2021 NVIDIA ha presentato impegni per affrontare alcune delle preoccupazioni preliminari della Commissione. Tuttavia, l'esecutivo UE ha ritenuto tali impegni insufficienti per "dissipare chiaramente i suoi seri dubbi sull'effetto dell'operazione". La Commissione avrà ora 90 giorni lavorativi (fino al 15 marzo 2022) per prendere una decisione.

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