Coronavirus, Arcuri: entro ottobre coperto 100% fabbisogno nazionale di mascherine

Giovedì 14 Maggio 2020
(Teleborsa) - La produzione nazionale di mascherine copre il 15% del fabbisogno nazionale, entro ottobre arriveremo al 100%. Il Commissario Arcuri in un'intervista al Corriere della Sera risponde alle critiche mosse contro la la scarsità e la disorganizzazione nella distribuzione delle mascherine, in particolare sullo scontro con i farmacisti e il prezzo fissato a 50 cent. "Come fanno a rimetterci? Ho detto che se i distributori e i farmacisti comprano a un prezzo maggiore gli viene ristorata la differenza. Ma ora è tutto risolto, ci siamo capiti e andiamo avanti insieme", ha spiegato il Commissario Arcuri.

Arcuri sottolinea come siano 129 al momento le imprese che stanno riconvertendo o avviando la propria produzione verso il dispositivo di sicurezza individuale: "L'Ima della famiglia Vacchi e la Fameccanica del gruppo Angelini si sono messe a produrre macchine per mascherine. Fca e Luxottica ci danno gli stabilimenti per farle lavorare. Tutti senza guadagnarci". E assicura: "stanno iniziando a entrare a regime: è un processo iniziato ai primi di aprile, ora siamo ai primi di maggio e la produzione nazionale copre già il 15% del fabbisogno. A ottobre sarà il 100%". Arcuri assicura che a breve verranno distribuite gratis anche ai meno abbienti e annuncia: "Il prossimo passo sarà un accordo con i tabaccai".

Il Commissario Arcuri è tornato anche sul tema dei test sierologici: "oggi non c'è al mondo un test sierologico sicuro al 100%. La velocità della ricerca è stata forsennata. E il test di certo non è una patente di immunità, serve a sapere come si è mosso il virus. E vanno evitati il più possibile i cosiddetti test rapidi. A volte i cittadini ignari pagano per test che servono a poco". Per quel che riguarda i tamponi ha invece dichiarato che dei 2,7 milioni di tamponi effettuati in Italia, 2,5 arrivano direttamente dal lavoro della sua task force e spiega come il problema siano i reagenti: "oggi nel mondo sono scarsissimi e noi abbiamo bisogno di altri 5 milioni di dosi. Al solito ci sono quelli cinesi, con interrogativi sulla qualità".

Infine, ha risposto sui ritardi relativi all'app Immuni: "La app è stata sottoposta a una complessa analisi sulla privacy e sulla sicurezza. Ora fornirà un allert che avvisa subito chi è stato in contatto con un contagiato. Il salto ulteriore sarà quando la app si collegherà al sistema sanitario nazionale". © RIPRODUZIONE RISERVATA