Coronavirus, App Immuni al via a giugno. Pubblicato codice sorgente

Martedì 26 Maggio 2020
(Teleborsa) - Un omino in un cerchio blu. Mentre continua il dibattito sulla sua utilità e su presunti rischi per la privacy degli utenti, l'App Immuni è pronta a entrare in funzione, con tanto di logo ufficiale. Al momento non è ancora possibile scaricarla ma il Governo ha pubblicato il codice sorgente. Viene così chiarito il funzionamento dell'applicazione che si appoggia al sistema di tracciamento realizzato da Apple e Google e il via libera è previsto per inizio giugno. In una prima fase la sperimentazione partirà in 3 regioni del Nord, Centro e Sud: Liguria, Abruzzo e Puglia.

"Sarà disponibile tra 10-15 giorni, per i primi di giugno", spiega il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri. Sul fronte della privacy, il Garante, Antonello Soro, dopo aver analizzato la relazione del ministro della salute Roberto Speranza ha approvato la volontarietà di utilizzo e l'assenza di geolocalizzazione.

Tra i dati che verranno caricati sono compresi la zona di provenienza, la provincia e le informazioni epidemiologiche come a esempio "la durata dell'esposizione ad un utente positivo". L'alert che rileva il contatto a rischio è di colore arancione. All'utente viene chiesto se ha manifestato alcuni sintomi tra cui "febbre di qualsiasi grado, tosse, affaticamento, difficoltà respiratoria e perdita di gusto o olfatto". Se la risposta è affermativa si segue una procedura ad hoc, in caso contrario si è invitati a seguire "semplici accorgimenti" fino alla data stabilita, come "restare in casa" e "rispettare le misure di distanziamento fisico (almeno un metro)".

L'app associa a ogni telefono un codice casuale e anonimo, i telefoni che si avvicinano scambiano i rispettivi codici casuali e in caso di riscontro con un positivo l'utente viene avvertito. Vine richiesta l'attivazione delle notifiche di esposizione al Covid e anche il Bluetooth, che è la tecnologia di base dell'app. Immuni si innesta sulla piattaforma elaborata di concerto da Google e Apple e consegnata ai governi di tutto il mondo, anche all'Italia, il 20 maggio.

"È un tracing importantissimo – commenta Sileri – e quando sarà attivo darà ulteriori informazioni su tracciamento e la diffusione della malattia". Scettico sull'app, invece, il sindaco di Milano Beppe Sala: "Da sola non serve a niente, servono i tracciatori cioè migliaia di persone che prendono ciò che l'app segnala. All'estero ne stanno assumendo a migliaia da noi non se ne parla. Come si parla ancora poco di test e tamponi".

Per effettuare una valutazione completa di questo strumento si attende ora la pubblicazione del codice sorgente relativo alla parte del server che gestirà le informazioni sugli infetti.

(Foto: Viktor Hanacek) © RIPRODUZIONE RISERVATA

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