Bonus baby sitter e congedi parentali, nuove regole: chi ne ha diritto (e come funzionano)

Bonus baby sitter e congedi parentali, nuove regole: chi ne ha diritto (e come funzionano)
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Giovedì 18 Marzo 2021, 14:42 - Ultimo aggiornamento: 19 Marzo, 09:57

Bonus baby sitter, nuove regole per il sussidio varato dal governo per aiutare le famigle. L'esecutivo nell'ultimo decreto approvato nei giorni scorsi per affrontare l'emergenza Covid ha previsto nuovi aiuti per le famiglie alle prese con le scuole chiuse per contenere i contagi. Fra i sostegni c'è anche un sussidio fino a 100 euro a settimana per la baby sitter che sarà erogato dall'Inps. Il bonus riguarda però solo determinate cetegorie e non spetta ai lavoratori in smart working. Una condizione che ha suscitato molte critiche e che il ministro della Famiglia Elena Bonetti ha promesso verrà modificata. 



 

Bonetti: «Voucher anche a genitori in smart working con figli piccoli»

I congedi e il bonus. Al momento nel provvedimento approvato dal governo e che ora dovrà essere convertito in legge dal Parlamento vengono confermati i congedi parentali retribuiti al 50% per chi abbia figli minori di 14 anni, mentre dai 14 ai 16 anni i permessi non saranno retribuiti. C'è poi anche il bonus baby sitter, sempre per i figli convinventi minori di 14 anni, ma non più per tutti i lavoratori del settore privato come era previsto fino al dicembre scorso. Il sussidio, che verrà erogato fino al 30 giugno, questa volta è destinato, si legge nel decreto, solo a «lavoratori iscritti alla gestione separata Inps, lavoratori autonomi, personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, impiegato per le esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari». Il bonus è riconosciuto anche «ai lavoratori autonomi non iscritti all'Inps, subordinatamente alla comunicazione da parte delle rispettive casse previdenziali del numero dei beneficiari».

 

Quanto spetta


Il bonus per l'acquisto di servizi di baby-sitting è previsto, si legge ancora nel provvedimento, «nel limite massimo complessivo 100 euro settimanali». Il sussidio viene erogato, come anche in precedenza, attraverso il libretto famiglia che si usa per le prestazioni di lavoro occasionali. In alternativa il bonus può essere versato direttamente al richiedente per pagare l'iscrizione ai centri estivi, ai servizi integrativi per l'infanzia e ai servizi socio-educativi territoriali. La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia è incompatibile con il bonus asilo nido. Il sussidio può essere richiesto solo se l’altro genitore non accede ad altre tutele o al congedo retribuito.

Con il bonus baby sitter pagati soprattutto i nonni

Con lo smart working niente bonus. Per i giorni in cui un genitore svolge la prestazione di lavoro in modalità agile o fruisce del congedo oppure non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l'altro genitore non ha diritto alle agevolazioni e nemmeno al bonus baby sitter, «salvo - dice il decreto - che sia genitore anche di altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle misure» di sostegno.  

Il lavoro agile. Il decreto stabilisce inoltre che fino al 30 giugno prossimo il genitore di figlio convivente minore di sedici anni, lavoratore dipendente, «alternativamente all'altro genitore, può svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata della sospensione dell'attività didattica in presenza del figlio». Il diritto allo smart working c'è anche in caso di figlio contagiato da Covid-19 e per «la quarantena del figlio disposta dal dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale (Asl) territorialmente competente a seguito di contatto ovunque avvenuto».

Bonus baby sitter 2021, governo riduce platea beneficiari

I cambiamenti in vista. Praticamente da tutti i partiti è arrivata la richiesta di estendere il bonus anche a chi è in smart working. «Nei prossimi provvedimenti stiamo cercando le risorse perché le famiglie devono avere tutti gli aiuti, in particolari le lavoratrici e i lavoratori perché la cura dei figli va condivisa tra donne e uomini - ha detto il ministro per la Famiglia e le Pari Opportunità Elena Bonetti -. Lo smart working non è certo uno strumento di welfare, può aiutare in questo momento un'organizzazione straordinaria della vita delle famiglie ma servono strumenti, in particolare per chi ha bambini più piccoli, per esempio l'estensione voucher baby sitter per chi ha bambini piccoli e si trova in condizioni di lavoro agile».

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