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Licenziamenti, stop prorogato fino a ottobre per i lavoratori senza Cig

Licenziamenti, blocco prorogato fino a ottobre per i lavoratori senza Cig
di Andrea Bassi e Giusy Franzese
4 Minuti di Lettura
Martedì 16 Marzo 2021, 22:27 - Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 09:48

Lo stop ai licenziamenti resta. Anche se in modo differenziato. Nelle grandi aziende, quelle che possono usufruire della cassa integrazione ordinaria (industria ed edilizia), non sarà possibile licenziare fino al 30 giugno. Nelle altre attività, lo stop resta fino all’autunno, quando si suppone sarà varata la riforma che estenderà gli ammortizzatori sociali a tutti. È questa la scelta finale del governo che verrà inserita nel pacchetto lavoro del decreto Sostegni, il cui varo dovrebbe avvenire venerdì. Lo ha annunciato, confermando le indiscrezioni già circolate, il ministro del Lavoro Andrea Orlando.

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È una scelta “cautelativa”, per evitare lo scoppio di una vera e propria bomba sociale. Come è noto l’attuale blocco dei licenziamenti, tra una proroga e un’altra in vigore ormai da un anno (il primo provvedimento è del 17 marzo 2020), scadrà il 31 marzo. Dopo lunghe trattative con i sindacati fu scelta questa data perché allora - parliamo di novembre/dicembre - si sperava in un miglioramento generale della situazione sanitaria e quindi in una ripresa dell’economia. Non è andata così, purtroppo. E le nuove restrizioni alle attività economiche (per ora fissate fino a dopo Pasqua, ma poi non si sa) combinate con il “liberi tutti” della fine del blocco dei licenziamenti, avrebbero potuto creare una situazione davvero esplosiva. Basti pensare quante sono le persone attualmente in cassa integrazione. Un esercito di seicentomila lavoratori (591.390 per la precisione, secondo gli ultimi dati Inps riferiti a febbraio scorso). Per la stragrande maggioranza, ovvero circa 515.000 trattamenti, si tratta di indennità erogate a dipendenti di piccole aziende (commercio, alberghi, ristoranti, agenzie di noleggio, servizi alle imprese, ecc) che in periodi normali non hanno la cig ordinaria, per le quali con la pandemia è stata riattivata la cig in deroga o che usufruiscono dei fondi di solidarietà. È questa la platea interessata dallo stop fino ad ottobre, alla quale bisogna aggiungere anche gli artigiani e i lavoratori agricoli. 

IL PACCHETTO
Complessivamente al pacchetto Lavoro nel decreto Sostegni saranno destinati dieci miliardi di euro. Sarà rifinanziata la Cig Covid, anche in questo caso fino a giugno per tutti e fino a ottobre per le piccole imprese, una differenziazione basata sullo stesso criterio della proroga al blocco dei licenziamenti (in base quindi all’accesso agli ammortizzatori ordinari). Sarà prorogata per due mesi l’indennità di disoccupazione Naspi. Il Reddito di Emergenza durerà tre mesi in più, con un allargamento dell’attuale platea, così come sarà rifinanziato con un ulteriore miliardo il reddito di cittadinanza. Nella speranza che pian piano l’economia riprenda a girare nel decreto ci sarà anche la norma che consente ai beneficiari del Rdc di interrompere l’assegno nel caso in cui si trovi un lavoro, per poi ripartire con l’erogazione del sussidio una volta finito il contratto.

Dei 32 miliardi complessivi sui cui può contare il decreto Sostegni, quasi 12 saranno destinati alle misure di sostegno alle attività produttive, con un fondo ad hoc per la montagna. Corposo anche il capitolo fisco che conterrà anche la cosiddetta pulizia del magazzino fiscale, con l’annullamento delle cartelle esattoriali emesse fino al 2015, di importo fino a cinquemila euro. Resta comunque in campo l’ipotesi di una soglia più alta, che potrebbe essere inserita durante l’iter parlamentare. Alle politiche per la salute vanno 6 miliardi di cui 5 per il piano vaccini. In arrivo anche risorse, pari a circa 2,5/3 miliardi, per gli enti locali. I ristori alle imprese dovrebbero arrivare in tempi strettissimi, già a partire dal 10 aprile e tutte le imprese e i professionisti dovrebbero vedere i soldi sui loro conti entro il 30 del prossimo mese grazie a una piattaforma che sta preparando la Sogei. Il meccanismo degli indennizzi ormai è definito. L’aiuto andrà a tutte le imprese e le partite Iva che hanno subito una perdita di fatturato nel 2020 di almeno il 33% rispetto al 2019. La perdita annuale sarà divisa per 12 mesi, e il ristoro riguarderà soltanto due mensilità. Ad aprile, tuttavia, il governo effettuerà un nuovo scostamento dal deficit tra 20 e 30 miliardi di euro e arriveranno nuovi sostegni alle famiglie e alle imprese. 
 

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