Attacco hacker, ecco il piano italiano. Draghi: «Saremo autonomi»

Ok della Corte dei Conti all’impegno finanziario. Il progetto pubblico-privato completato in 5 anni

Attacco hacker, ecco il piano italiano. Draghi: «Saremo autonomi»
di Gianluca De Rossi
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Mercoledì 25 Maggio 2022, 22:39 - Ultimo aggiornamento: 28 Maggio, 08:41

«Ci prepariamo a scenari con decine se non centinaia di attacchi hacker contemporanei, e questi incidenti, purtroppo, aumenteranno». È allarmante la previsione fatta da Roberto Baldoni, direttore dell’Agenzia per la cybersicurezza, ma è proprio per fronteggiare queste minacce che l’Italia si è dotata della Strategia nazionale di cybersicurezza per i prossimi 5 anni (2022-2026) e del suo piano di implementazione, presentati ieri dal sottosegretario Franco Gabrielli, Autorità delegata per la sicurezza, e dal direttore dell’Agenzia Baldoni.

LA MISSIONE

È il premier Draghi a riassumere con poche parole la funzione della Strategia di cybersicurezza: «Arrivare a disporre di un adeguato livello di autonomia strategica nel settore e quindi garantire la nostra sovranità digitale». Draghi ha sottolineato l’importanza che alla cybersicurezza vengano garantiti fondi adeguati e con continuità. E il sottosegretario Gabrielli ieri ha garantito che la Corte dei Conti ha dato l’ok sull’impegno finanziario. «Per realizzare questa nuova visione - così Draghi in una nota -, l’Italia ha costruito un ecosistema di cybersicurezza fondato sulla collaborazione tra i settori pubblico e privato».

Partnership pubblico-privato centrale, dunque, e in grado di coinvolgere il mondo accademico e della ricerca, ma anche i media e le famiglie, puntando a far crescere professionalità e prodotti made in Italy. Tutti chiamati, dunque, a farsi carico di proteggere i propri assetti informatici, dai produttori e fornitori di beni e servizi Ict (Information communication technology) ai fruitori di quei servizi, per rafforzare la resilienza di dispositivi e apparati, a partire dal 5G e dal cloud. E accanto alla Strategia è stato approvato un Piano di 82 misure da sviluppare entro il 2026 per raggiungere gli obiettivi fissati. Strategia che mette in chiaro le competenze di tutti i soggetti coinvolti, dai ministeri alle forze di polizia, dalla Difesa all’intelligence che, ha ricordato Gabrielli, «già oggi può svolgere attività di contrattacco in campo cyber». Mentre l’Agenzia, ha puntualizzato Baldoni, «deve diventare il faro a cui tutti si dovranno interconnettere, ma la gestione degli attacchi non si delega all’Agenzia. Noi forniamo le misure, le linee guida, ma poi ognuno deve adottarle al suo interno».

 

LE RISORSE

La Strategia di cybersicurezza verrà finanziata con una quota pari all’1,2% degli investimenti nazionali lordi (previsti di anno in anno dalle leggi finanziarie), al netto dei fondi europei e del Pnrr (623 milioni di euro). Strategia che si fonda su 4 pilastri: cyber sicurezza e resilenza, prevenzione e contrasto della criminalità informatica, difesa e sicurezza militare dello Stato, ricerca ed elaborazione informativa. «L’obiettivo - ha detto Gabrielli - è colmare la condizione di deficit complessivo di sicurezza del dominio cibernetico del Paese, ricordando le parole del ministro per l’Innovazione Colao e il fatto che la stragrande maggioranza dei server pubblici non ha standard di sicurezza che garantiscono la salvaguardia dei dati». Un ritardo che pesa, ha concluso Gabrielli, «con cui dobbiamo fare i conti con un atteggiamento non isterico rispetto agli attacchi che possono verificarsi».
 

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