Produzione industriale, calo a sorpresa. A maggio -1,2%

Venerdì 11 Luglio 2014 di Michele Di Branco
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​Il recupero di aprile si Ť dunque dimostrato una illusione. Produzione industriale giý a maggio dell’1,2 per cento rispetto al mese precedente (il risultato peggiore da novembre 2012) e in calo dell'1,8 per cento se si fa il confronto con lo stesso periodo dello scorso anno. Un risultato ¬ęmolto negativo, al di l√† delle previsioni¬Ľ nel commento dell’Istat secondo cui, forse, il ponte del primo maggio ha comunque avuto un peso importante per determinare il flop. v I numeri descrivono in particolare l’affanno della produzione di autoveicoli che a maggio √® diminuita del 3% rispetto all'anno precedente. Tuttavia, nei primi cinque mesi dell'anno, c'√® stato comunque un aumento del 5,2% rispetto allo stesso periodo del 2013. Le statistiche parlano di un settore in regresso generale. L’indice destagionalizzato presenta infatti una sola variazione congiunturale positiva: quella nel comparto dell'energia (+0,8%). Segno meno invece i beni strumentali (-1,7%), i beni intermedi e i beni di consumo (entrambi -1,5%).



Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano, a maggio 2014, un solo aumento tendenziale nel raggruppamento dei beni intermedi (+0,5%); diminuiscono invece i beni strumentali (-3,9%), l'energia (-2,0%) e i beni di consumo (-1,7%). Per quanto riguarda i settori di attività economica, a maggio 2014, i comparti che registrano una crescita tendenziale sono quelli dell'attività estrattiva (+3,7%), della fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (+2,9%) e delle industrie alimentari, bevande e tabacco (+0,2%).



Settori in crisi Le diminuzioni maggiori si registrano nei settori della fabbricazione di apparecchiature elettriche e apparecchiature per uso domestico non elettriche (-6,5%), delle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (-4,6%) e della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica ed ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (-3,9%).



Cammino lento Secondo le previsioni del Centro Studi di Confindustria, comunque, i dati di giugno segneranno una inversione di tendenza con un aumento della produzione industriale dello 0,7% rispetto a maggio. Tuttavia le statistiche Istat sono state accolte con generale preoccupazione. ¬ęSe si considera che le attivit√† manifatturiere, cio√® l'industria al netto dell'energia e dell'attivit√† estrattiva, mostrano un ridimensionamento pi√Ļ elevato rispetto al dato generale (-1,5% su aprile) – ha spiegato Confcommercio – si deve concludere che il quadro economico effettivo √® meno confortante di quello disegnato dal profilo del clima di fiducia delle famiglie e delle imprese¬Ľ. Pertanto, si legge in una nota, ¬ęsi riducono le possibilit√† che la chiusura del 2014 rispetti le previsioni del governo di un Pil in crescita dello 0,8%¬Ľ. Federconsumatori e Adusbef, hanno invece invocato misure immediate ¬ęper rilanciare il sistema produttivo e l'occupazione e rimettere in moto la domanda interna ed il sistema economico¬Ľ.

Va anche ricordato che a maggio il quadro della produzione industriale √® risultato negativo, oltre le previsioni, anche nel resto d’Europa. Nei giorni scorsi era stato diffuso il dato relativo alla Germania: un pesante -1,8 per cento che evidenzia la difficolt√† della locomotiva tedesca gi√† emersa ad a aprile. Ieri - oltre che dell’Italia - √® stata la volta della Francia, la cui industria ha fatto a maggio un mezzo capitombolo: la flessione √® stata dell’1,7 per cento rispetto al mese di aprile, contro una stima che era positiva, pur se di poco. Un risultato negativo che √® ancora pi√Ļ evidente se si guarda al solo comparto manifatturiero in senso stretto, che ha fatto segnare un arretramento del 2,3 per cento. Tutti numeri che portano a dubitare sul fatto che nel Continente si sia effettivamente concluso il ciclo di recessione. Ultimo aggiornamento: 12:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA