Pace fiscale, ecco le misure: nuova rottamazione delle cartelle

Sabato 6 Ottobre 2018 di Andrea Bassi
Pace fiscale, ecco le misure: nuova rottamazione delle cartelle
Dieci rate da versare in cinque anni per chiudere definitivamente i conti con la vecchia Equitalia, quella che oggi si chiama Agenzia delle Entrate-Riscossione. Il decreto con la pace fiscale annunciata dal governo è quasi pronto. Secondo la bozza che Il Messaggero ha potuto visionare, la nuova operazione di rottamazione, la terza dopo le due varate dai precedenti governi, porterà nelle casse dello Stato 11,1 miliardi di euro, 2,2 miliardi ogni anno per il prossimo quinquennio. A queste somme, però, va sottratta la flessione del gettito ordinario dovuta proprio alla sanatoria. Alla fine nelle casse dello Stato entreranno 255 milioni aggiuntivi nel 2019, 1,2 miliardi nel 2020 e 1,7 miliardi nel 2021.

La nuova operazione si incrocerà anche con le vecchie cartelle, che hanno ancora delle rate in scadenza. E avrà le stesse regole: ad essere condonati saranno soltanto le sanzioni e gli interessi, mentre il debito fiscale dovrà essere integralmente ripagato. Chi è in regola con i pagamenti, potrà ottenere la dilazione della parte restante in 10 rate, pagando soltanto un piccolo interesse dello 0,3% annuo. Per saldare il conto si potranno utilizzare anche crediti certi ed esigibili vantati nei confronti della Pubblica amministrazione. Di fatto, la procedura di rottamazione viene riaperta per tutti i carichi affidati alla vecchia Equitalia dal 2000 fino al settembre del 2017. Le dieci rate dovranno essere saldate in due scadenze annuali: luglio e novembre.

UNA NUOVA VERSIONE
La nuova versione della rottamazione non è l'unica novità del decreto. Una sanatoria è prevista anche sulle cosiddette «liti pendenti», ossia le dispute tra i contribuenti e l'Agenzia delle Entrate davanti alle Commissioni tributarie. Se l'Agenzia delle Entrate è stata sconfitta in primo grado, il contribuente potrà chiudere la lite pagando il 50% di quanto richiesto dal Fisco. Nel caso in cui il contribuente abbia vinto anche in secondo grado, allora la lite potrà essere chiusa pagando il 33% del debito fiscale presunto. Gli incassi sono stimati in 300 milioni il prossimo anno, che porterebbero il conto del decreto a 550 milioni.

Nella bozza del decreto al momento disponibile, non c'è invece la sanatoria degli accertamenti fiscali e dei processi verbali di contestazione della Guardia di Finanza, la parte cioè, che più assomiglia ad un condono e per questo è avversata dal Movimento cinque stelle. Il provvedimento contiene invece altre novità, come l'introduzione obbligatoria dello scontrino fiscale elettronico per tutti coloro che hanno un giro di affari superiore a 400 mila euro, e l'avvio della «Lotteria degli scontrini», un gioco a premi su base nazionale al quale potranno partecipare tutti i cittadini maggiorenni che fanno spesa e che dovranno comunicare il loro codice fiscale all'Agenzia delle Entrate per poter concorrere all'estrazione dei premi messi in palio.

LE NORME IN BIANCO
Alcune norme del provvedimento sono ancora in bianco, mentre altre sono in attesa della valutazione da parte della Ragioneria generale dello Stato. Il testo prevede anche lo stop all'aumento delle accise sulla benzina (che la Lega vorrebbe trasformare anche in una prima riduzione del balzello).
Intanto anche nella Nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza, spuntano alcune novità che riguardano la tassazione del reddito familiare. «Il governo», si legge nel documento inviato alle Camere, «intende mettere in atto una serie di disposizioni per definire un sistema fiscale a misura di famiglia, alleggerendo il peso dell'imposizione tenendo conto del numero dei figli e della funzione sociale multidimensionale svolta dal nucleo familiare». Non è chiaro, tuttavia, se queste misure saranno presentate con la prossima manovra o rimandate.
  Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 08:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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