Manovra verso quota 23 miliardi. Pensioni, raddoppia la 14esima

Manovra verso quota 23 miliardi. Pensioni, raddoppia la 14esima
di Luca Cifoni
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Martedì 27 Settembre 2016, 00:10 - Ultimo aggiornamento: 30 Settembre, 13:17

ROMA Crescita non oltre lo 0,8 per cento quest’anno e all’1 o poco più il prossimo. Rapporto tra deficit e Pil al 2,3-2,4% nel 2017, in leggera discesa rispetto al livello che sarà raggiunto a fine anno. Debito stabile in rapporto al prodotto per il 2016 per poi iniziare finalmente la discesa. Queste sono le coordinate da cui parte la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza che il governo approverà solo questa sera e che, come ha ricordato ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, contiene certo le stime macroeconomiche e sui conti pubblici ma «inizia a delineare la strategia di politica economica». Secondo il sottosegretario, la scelta di avvalersi anche dell’ultimo giorno utile previsto dalla legge deriva dalla volontà di «mettere a punto in modo più chiaro» il testo, che comunque è ormai «consolidato».

IL DETTAGLIO
La Nota di aggiornamento non entrerà però nel dettaglio delle misure che poi entro il 20 ottobre saranno inserite nella legge di bilancio. Alla dimensione complessiva dell’intervento si arriva sommando i 15 miliardi necessari a neutralizzare gli aumenti con gli altri interventi finalizzati a spingere la produttività e la crescita e a iniettare un po’ di flessibilità nelle regole previdenziali della riforma Fornero. Di questo obiettivo ha parlato anche il premier Renzi, spiegando poi l’obiettivo di raddoppiare l’importo della cosiddetta quattordicesima per i pensionati con reddito più basso.

Il menu è completato da alcune esigenze inderogabili che si ripresentano ogni anno, come le agevolazioni per particolari categorie. Difficilmente si potrà andare oltre i 23 miliardi o poco più. Se nei contatti dell’ultima ora con Bruxelles tutti i tasselli andranno al loro posto, poco più di metà di questa somma potrà essere ricavata lasciando scivolare il rapporto disavanzo/Pil fino al livello fissato, rispetto ad un valore tendenziale che sarà leggermente più alto dell’1,4 per cento stimato in primavera (proprio questo è l’effetto sui conti della minore crescita). Insomma per il terzo anno di seguito si tratterà di una manovra in deficit, che peggiora il saldo di bilancio invece di ridurlo, o in altri termini di una manovra espansiva, finalizzata cioè a spingere l’economia. Questo aspetto darà evidenziato nella Nota di aggiornamento, che indicherà per il prossimo anno una crescita tendenziale del Pil intorno allo 0,7 per cento, che sale programmaticamente all’1 proprio grazie alle misure espansive. Quanto alle coperture, le misure previste comprendono la revisione della spesa, un aumento del gettito Iva grazie a misure contro l’evasione, una moderata razionalizzazione delle agevolazioni fiscali, la riapertura dell’operazione di rientro dei capitali dall’estero, una nuova asta di frequenze radiotelevisive. Questi ultimi due sono interventi una tantum. Se la coperta fosse ancora corta, il governo potrebbe decidere di limitare il previsto aumento del Fondo sanitario nazionale, che nel 2017 deve crescere da 111 a 113 miliardi.

LA SCADENZA
Per quanto riguarda il successivo 2018, è possibile che nel testo sia evidenziata la volontà dell’esecutivo di procedere alla riduzione delle aliquote Irpef per la generalità dei contribuenti. Più complicato però mettere nero su bianco questa operazione nella legge di bilancio, come è stato fatto per l’Ires delle imprese, il cui calo scatterà dal 2017: sarebbe comunque necessario indicare consistenti coperture. La posizione italiana verso la Ue sarà definita nel dettaglio in un successivo passaggio, l’invio a Bruxelles del Documento programmatico di bilancio previsto entro il 15 ottobre. In quella sede sarà indicato se e in che modo il disavanzo strutturale corrisponda allo sforzo richiesto all’Italia dalle regole del patto di Stabilità.

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