Giappone, maxi-hackeraggio sulle monete digitali: svaniti 430 milioni di euro. A rischio rimborso clienti

Giappone, maxi-hackeraggio sulle monete digitali: svaniti 430 milioni di euro. A rischio rimborso clienti
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Sabato 27 Gennaio 2018, 17:29 - Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 08:40

A distanza di quattro anni dall’ultima frode cibernetica un’altra piattaforma giapponese di criptovalute si proclama vittima di un hackeraggio, capace di spazzare via, nel corso di poche ore, 58 miliardi di yen, l’equivalente di 430 milioni di euro. Un trasferimento illecito di fondi avvenuto nelle prime ore di venerdì notte, ma scoperto solo nel pomeriggio da Coincheck, che ha deciso quindi di sospendere tutte le contrattazioni sulle criptovalute, tranne le bitcoin. Già disponibile sulle piattaforme di scambio dal marzo 2015, a seguito della notifica la Nem ha perso oltre il 15% del suo valore. Al termine di una conferenza stampa che si è protratta fino all’1 di notte di venerdì, il presidente della società fondata nel 2012, Koichiro Wada, si è scusato col più riposto degli inchini, ammettendo che la moneta virtuale cancellata dai registri informatici potrebbe essersi volatilizzata definitivamente.

Una premonizione confermata a distanza di poche ore da un funzionario, che ha confessato che con ogni probabilità la società non sarà in grado di risarcire i clienti. Wada ha spiegato che a differenza delle Bitcoin - che sono immagazzinate in formulari offline quando non ci sono transazioni in corso, per le oltre 5 milioni di monete Nem andate perdute non era prevista la stessa copertura. La compagnia non aveva potuto completare lo sviluppo della tecnologia necessaria alla gestione del sistema di scambio offline a causa della carenza di personale specializzato.

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