Giorgio Ursicino
MILLERUOTE di
Giorgio Ursicino

Gran Premio alla Vettel, la Ferrari torna a ruggire in Canada

Sabato 16 Giugno 2018
Una vittoria alla Vettel. Splendida pole position, ottima partenza, gara tutta in testa con un ritmo asfissiante che non ha lasciato speranze agli avversari. Dopo quattro gare senza sorriso il tedesco di Maranello si è di nuovo arrampicato sul gradino più alto del podio mostrando che la Ferrari è ancora in forma e può piegare i rivali su tutti i circuiti. Per Seb è il 50° trionfo della sua carriera, il Cavallino passa di nuovo in testa sotto la bandiera a scacchi a Montreal dopo un lungo digiuno che durava dal 2004.

Un’astinenza spesso riempita da Lewis Hamilton che nel recente passato aveva trasformato questa pista nel giardino di casa trionfando sei volte (le ultime tre di fila) e conquistando altrettante pole position. C’era timore per questo. C’era un po’ di preoccupazione anche per la gestione delle gomme dopo quanto si era visto in Spagna, l’ultima pista tradizionale prima della processione nel salotto del Principe a Montecarlo. Per Maranello le cose sono andate particolarmente bene poiché fra Sebastian e il suo grande avversario per la lotta al titolo Lewis Hamilton si sono infilati ben tre rivali e il tedesco ha potuto recuperare punti preziosi riprendendosi addirittura la leadership del Mondiale.

Fra Vettel e il britannico si sono infilati Bottas con la seconda Freccia d’Argento e le due Red Bull di Max Verstappen e Daniel Ricciardo L’impresa non è invece riuscita al secondo pilota della Scuderia, Kimi Raikkonen ha chiuso solo sesto dopo essersi fatto scavalcare dall’australiano al primo giro e non essere riuscito a togliere la posizione al campione del mondo in carica durante la sosta ai box. Il Gran Premio del Canada è stata una corsa divisa in due, ancora più del solito. Solo le due monoposto dei tre top team, infatti, hanno concluso a giri pieni, sono state costrette ad incassare il doppiaggio anche le due Renault di Hulkenberg e Sainz che sono passate sotto la bandiera a scacchi in settima e ottava posizione. I distacchi fra i primi, in realtà, non sono stati abissali, Hamilton quinto è arrivato ad una ventina di secondi, ma Vettel aveva del margine e, se fosse servito, avrebbe potuto spingere ancora.

Sul risultato, come sempre avviene nella Formula 1 moderna, hanno influito molto fattori. Sicuramente da non trascurare quanto avvenuto con le power unit. Il Cavallino ha portato a Montreal l’evoluzione due della stagione 2018 ed è stata montata in esclusiva sulla SF71H di Sebastian. I rivali della Mercedes, invece, non hanno potuto fare altrettanto perché nelle prove finali al banco sono stati riscontrati problemi di affidabilità e la casa di Stoccarda ha preferito rimandare l’esordio su tutte le vetture che motorizza (anche le Force India e le Williams per evitare rotture. Montreal è anche una pista di motore con il suo rettilineo lungo più di un chilometro e poter contare su una power unit più potente contro rivali costretti ad utilizzare propulsori meno sviluppati e con circa 5 mila chilometri sulle spalle è stato sicuramente un bel vantaggio.

Uno scenario del genere mette su piani diversi anche vetture della stessa squadra poiché i tecnici conoscono con precisione lo stato di salute dei singoli propulsori e possono modulare la potenza a seconda delle circostanze. Hamilton da venerdì aveva detto che questa situazione poteva essere un problema e già dai primi giri ha iniziato a lamentarsi via radio di non avere abbastanza potenza e di non poter quindi insidiare la Red Bull davanti. Il V6 di Bottas forse era un po’ più in salute e poi sulla vettura di Lewis i rischi rottura dovevano essere ridotti al minimo perché è lui che deve puntare al Mondiale.

L’inglese è stato richiamato ai box in anticipo, insieme alle Red Bull che montavano le più morbide Hypersoft rispetto alle sue ultrasoft, un modo per rimanere attaccato alle vetture di Adrian Newey e magari puntare al podio visto che Sebastian e Valtteri hanno fatto vedere subito di avere un ritmo migliore. Nel finale con pneumatici affaticati ci sono stati dei tentativi di attacco. Hamilton si è pericolosamente avvicinato a Ricciardo e Verstappen a Bottas, ma un conto e prendere la scia, altra cosa effettuare il sorpasso fra vetture che hano performance simile. La Ferrari ha fatto vedere di utilizzare molto bene anche le gomme poiché Sebastian ha fatto metà gara con le ultrasoft nonostante la SF71H avesse il pieno di benzina. Fra due settimane si corre in Francia (al Paul Ricard) dove Seb arriverà con un punto di margine (121 a 120) e ancora 17 lunghezze da recuperare su Stoccarda nella graduatoria Costruttori. Ultimo aggiornamento: 00:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA