Giorgio Ursicino
MilleRuote
di Giorgio Ursicino

Ferrari Portofino M, emozioni a cielo aperto: cambio a otto marce e "manettino" in Race

La Ferrari Portofino M
di Giorgio Ursicino
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Ancora un po’ di pazienza, poi vedremo veramente quali siano gli attuali limiti prestazionali delle vetture elettriche. Sicuramente l’asticella sarà altissima. Non raggiungibile dalle auto a combustione. Il conto alla rovescia ormai è iniziato: all’ultima assemblea degli azionisti, il presidente e ceo ad interim John Elkann ha annunciato che la prima Ferrari totalmente zero emission arriverà nel 2025. È già scattato il toto-anticipazioni per cercare di scoprire le caratteristiche della Rossa ad elettroni. Mille cavalli, un propulsore per ruota, trazione integrale, 0-100 in poco più di un secondo? Sicuramente si avvererà la previsione di Sergio Marchionne, il manager che ha aperto al Cavallino nuove praterie e, al salone di Detroit del 2018, gettò un masso nello stagno sorprendendo tutti: «Quando i tempi delle supercar elettriche saranno maturi, state sicuri che la prima a farne una sarà la Ferrari...».

Il domani è già scritto. Ma gli attuali gioielli a scoppio resteranno insuperabili per quanto riguarda la complessità meccanica e il fascino della “diversità”. C’è da sgranare gli occhi di fronte alle meraviglie di un “masterpiece” che incanta con 8 cilindri e 8 marce trasformando in musica una serie di esplosioni ravvicinatissime. D’altra parte l’auto è nata intorno al motore a 4 tempi che, a quanto sembra, dovrà andare definitivamente in pensione dopo quasi un secolo e mezzo di storia gloriosa. In realtà la Ferrari è riuscita ad ottenere un funzionamento (rotondità, prontezza, spinta) assai simile ai motori ad induzione dai propulsori endotermici. E il cuore della M ne è la concreta dimostrazione.

Il picco di coppia di 760 Nm, disponibile già a 3.000 giri/min, è variabile e arriva alle ruote interamente solo con le marce più alte. L’ottava, decisamente lunga per esaltare i consumi (impossibile raggiungere i 7.500 giri massimo regime di rotazione) ha una spinta incredibile e consente di viaggiare da 50 km/h in su, senza l’uso dell’eccellente cambio. A questa andatura il V8 frulla a 850 giri che diventano 1.000 a 60 orari. Spingendo si raggiungono rapidissimamente i 120 km/h (2.000 giri) e i 180 (3.000). Per assaporare il comportamento double face della più recente evoluzione della Portofino basta portare il “manettino” nella inedita per una spider GT posizione “Race” e la sinfonia cambia totalmente.

La poderosa dolcezza, fluidità e silenziosità lasciano spazio all’urlo quasi rabbioso dell’8 cilindri made in Italy che dà veramente la sensazione di essere in gara. I cambi di marcia, rapidissimi ma sempre soft, in automatico avvengono in zona cesarini del limitatore che protegge la scultura in movimento. Le posizioni sul “manettino” salgono appunto a 5. A fianco dell’inedita Race, ci sono Wet, Comfort, Sport e Esc-off. Solo nella nuova posizione entra in gioco un’altra anteprima per una GT: l’Fde (Ferrari Dynamic Enhancer). Il controllo della dinamica laterale della vettura tramite una pressione idraulica puntuale su ciascuna delle quattro ruote. Sono ai vertici anche l’Infotainment e l’interfaccia uomo-macchina (Hmi), resta unico il display del passeggero che, oltre a fornire infinite informazioni sulla vettura, consente di impostare il viaggio come un vero co-pilota.

Martedì 11 Maggio 2021, 09:55 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 18:06
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