Finito il lockdown, torna in funzione l'autovelox di Bussi

Finito il lockdown, torna in funzione l'autovelox di Bussi
di Floriana Bucci
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Giovedì 25 Giugno 2020, 09:44

Dopo una quarantena di più di tre mesi, riprende oggi a funzionare l’autovelox sulla statale 153, alla periferia nord di Bussi. Un annuncio, quello del Comune, che può tornare utile a quanti percorrono la statale che collega l’aquilano alla costa. Un esercito di pendolari e turisti, molti dei quali sono già finiti sotto l’occhio elettronico installato dal Comune di Bussi. Sono oltre quarantamila gli automobilisti che, di giorno o di notte, hanno pigiato più del consentito sull’acceleratore, superando i 70 chilometri all’ora e si sono visti recapitare multe salate e la decurtazione di punti dalla patente.

Ne sa qualcosa il Giudice di Pace di Pescara al quale finiscono le contestazioni di migliaia di automobilisti infuriati e l’opposizione da parte del Comune di Bussi. E’ di pochi giorni fa la notizia di utente che è riuscito a spuntarla. Più recenti, invece, cinque sentenze nelle quali il Giudice ha dato ragione al Comune. «Siamo soddisfatti di queste sentenze che evidenziano la legittimità del nostro operato a favore della sicurezza stradale – commenta il sindaco Salvatore Lagatta. La relazione della Polizia locale dimostra che l’autovelox ha avuto una notevole forza deterrente. C’è stata una costante riduzione dei transiti ad elevata velocità. Intuisco il disappunto di chi si vede recapitare una multa ma chi percorre quel tratto di strada ad alta velocità deve essere sanzionato».

A sostegno dell’utilità dell’autovelox Lagatta cita i dati riferiti al periodo 8 luglio-31 ottobre dello scorso anno: su 43428 transiti complessivi il 56 per cento degli automobilisti andava ad una velocità compresa tra 76 e 85 chilometri orari, il 29 per cento tra 86 e 95, il 10 per cento tra 96 e 105 e 16 addirittura tra 136 e 145. Di tutt’altro tono gli argomenti del popolo dei multati, a fianco dei quali è sceso in campo anche il sindaco di Navelli, Paolo Federico, che vedono nell’autovelox di Bussi uno strumento penalizzante per i residenti nell’aquilano. Di qui una pioggia di ricorsi tendenti a dimostrare irregolarità dell’apparecchio elettronico.   

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