Da Alba dorata ai nazisti norvegesi, l'Europa dell'odio invade il web

Martedì 28 Gennaio 2014 di Marco ventura
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Attivisti di estrema destra
Un antisemitismo senza ebrei, che corre su Internet e diventa foto-ricordo davanti ai cancelli di Auschwitz. Un antisemitismo che è qualcosa di meno e molto di più del populismo eterofobo anti-immigrazione e anti-Euro dei movimenti d’estrema destra, sempre più forti dalla Grecia alla Germania, dalla Scandinavia alla Francia. È «qualcosa di meno», perché non tutti i partiti d’estrema destra sono antisemiti. Il Front National di Marine Le Pen, per esempio, cerca di emanciparsi dal padre-fondatore Jean-Marie. Ma al tempo stesso «qualcosa di più», perché attraversa l’Europa, ha radici antiche, profonde, concentra forme d’odio diverse: ideologiche, nazionali, religiose. Il fondamentalismo islamico e quello ultracristiano identitario, la frustrazione economica e la generica eterofobia che si accentua nei periodi di crisi come quello attuale. Fino al paradosso di un antisemitismo senza ebrei nell’Est Europa, tra l’Ungheria dove sono ormai centomila mentre la Shoah ne ha uccisi 600mila, e la Polonia dove in pratica sono scomparsi.

Croci celtiche e insegne del Terzo Reich, insieme con l’antico “meandro” greco, tornano in Grecia in quell’Alba Dorata così popolare tra i giovani, che nel 2012 ha ottenuto quasi il 7 per cento e 18 deputati. In Germania, ben tre le formazioni con accenti antisemiti (Republikaner, NPD e DVU). In Spagna Democrazia Nazionale e in Belgio il fiammingo Vlaans Belang, E la Grande Romania. E formazioni scandinave il cui odio xenofobo è anche antisemita, dalla Gioventù Nordica svedese ai Custodi norvegesi. Fino al British National Party (BNP) nel Regno Unito. L’ultimo rapporto dell’Agenzia europea per i diritti fondamentali, diffuso a novembre alla vigilia dei 75 anni dalla Notte dei cristalli, ha elaborato le risposte di 6mila ebrei negli 8 paesi che ne contano il 90 per cento in Europa (Belgio, Germania, Francia, Ungheria, Italia, Lettonia, Svezia, Regno Unito). La situazione è deteriorata in 5 anni. Per il 66 per cento l’antisemitismo è un problema grave. Internet è il principale strumento di vessazione. In Belgio, Francia e Ungheria 3 su 4 si dichiarano vittime di ostilità antisemita. In Europa il 21% ha subito insulti e minacce negli ultimi 12 mesi. In Francia, per oltre il 70% la causa o il pretesto è il conflitto arabo-israeliano. Per un’altra ricerca, dell’Università di Tel Aviv, tra il 2011 e il 2012 gli episodi di antisemitismo sono aumentati del 30 per cento.



La strage di Tolosa Francia e Ungheria alla ribalta anche nelle cronache. Dopo la strage in una scuola ebraica a Tolosa due anni fa, oggi 20 milioni i contatti sul sito del comico franco-camerunese Dieudonné M’bala M’bala, impegnato in una “spettacolare” campagna antisemita nei teatri (anche se lui nega) fino a “Le Mur”, vietato dalle autorità francesi. I suoi fan hanno adottato come simboli l’ananas della sua canzone “Shoananas” e il gesto della quenelle (“polpetta”), una specie di saluto nazista verso il basso con l’altra mano sulla spalla, imitato anche dal tennista Noah, dal calciatore Anelka e dal cestista Tony Parker. Tragica la situazione in Ungheria con l’ascesa dello Jobbik che ha conquistato 3 dei 22 seggi ungheresi all’Europarlamento. Uno dei suoi candidati ha incitato i «patrioti ungheresi a preparare le armi contro gli ebrei». Ultimo aggiornamento: 20:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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