ATAC

Atac, tagli alle linee e aumenti del 10% per gli abbonamenti

Martedì 28 Ottobre 2014 di Riccardo Tagliapietra
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Abbonamento Atac più caro del 10 per cento dal primo gennaio 2015. Lo prevede la bozza del piano industriale che l'assessore Guido Improta porterà domani davanti alla Terza commissione capitolina. Il ticket, invece, non sarà toccato. Saranno ridotte le corse del servizio notturno (oggi effettuate da Roma Tpl) che caleranno del 25 per cento, con una parte internalizzata, cui si aggiungerà il piano di riordino della rete di superficie (suddiviso in dieci fasi che termineranno entro la primavera) con una riduzione di qualche milione di chilometri di linee attualmente sovrapposte.



Ieri pomeriggio, comunque, erano ancora in corso riunioni tra il Campidoglio e i vertici dell'azienda di trasporto pubblico per limare alcuni concetti e trovare la quadra su altri. Oggi sono previsti nuovi incontri prima della firma risolutiva del piano. Un'articolazione tra il 2015 e il 2019 strutturata in due fasi, sulle quali però mancano ancora riferimenti certi agli investimenti. «Il primo periodo fino al 2016 nel quale l'impresa dovrà raggiungere un profilo di sostenibilità economico-finanziaria - spiega la bozza - l'altro fino al 2019 durante il quale dovranno essere consolidati gli obiettivi, per consentire l'autofinanziamento degli investimenti e la prospettiva per la competizione sul mercato».



NUOVE TARIFFE

La manovra tariffaria sugli abbonamenti prevede con il nuovo anno un aumento di quello annuale da 250 a 280 euro e dei mensili da 35 a 38 euro; quelli scontati non sarebbero stati ritoccati. Salvo approvazione della Regione. Mantenendo ovviamente gli attuali corrispettivi nel contratto di servizio. Il piano fa riferimento anche all'ipotesi di riaffidamento ad Atac delle tre ferrovie regionali, anche se vi sono stati incontri in Regione con alcuni dirigenti di compagnie private (Ratp e Ferrovie) proprio sulle questioni riguardanti le ferrovie concesse, come la Roma-Lido, la Roma-Viterbo e al Roma-Pantano.



Nei servizi su ferro, capitolo previsto nella seconda parte del piano, aumenterebbe l'offerta, sia per l'arrivo dei nuovi treni che per la partenza della Metro C. La produzione complessiva (superficie, metropolitane e ferrovie regionali) presenterebbe, quindi, secondo il piano Improta, un incremento nel triennio 2014-2016 pari a circa 16 milioni di vetture-km, pari ad una variazione del +9,7% (2016 su 2014). Che tradotto significherebbe maggiori chilometri su ferro, e una riduzione (grazie al piano sulla rete) di quelli su gomma. Previsto inoltre un incremento degli utili con le nuove strisce blu: circa 20mila posti in più offerti.



PIÙ ORE DI LAVORO

Nel settore degli autisti, continua la proposta, è necessario un aumento delle ore medie settimanali di guida da 32 a 36, attraverso l'incremento della punta massima a 7.15 ore dalle attuali 6.20, che equivale a un incremento della produttività media degli operatori di esercizio pari al 12,5%. Per il personale viaggiante nel settore metroferroviario - sempre secondo la bozza - occorrerebbe raggiungere una condotta effettiva a turno pari a 900 ore annue, superiore a quello attuale. Anche il settore manutenzioni subirà dei cambiamenti: orario lavorativo a 39 ore, riorganizzazione dei turni e internalizzazione completa della manutenzione.



Ultimo aggiornamento: 09:27

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