Italicum, sì alla Camera tra le proteste. Renzi: politica 1, disfattismo 0

Mercoledì 12 Marzo 2014
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Sì della Camera alla riforma della legge elettorale. I voti a favore sull'Italicum sono stati 365, 156 i contrari, 40 gli astenuti. I votanti erano 521 e la maggioranza richiesta 261. Il testo ora passa al Senato.

Renzi esulta su Twitter. «Grazie alle deputate e ai deputati. Hanno dimostrato che possiamo davvero cambiare l'Italia. Politica 1-Disfattismo 0. Questa #lasvoltabuona», ha commentato su Twitter il presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Le polemiche. Il testo non è passato senza proteste. Una volta terminato il voto i deputati di Sel hanno mostrato dei volumi della Costituzione mentre quelli del M5s hanno tirato fuori cartelli raffiguranti Renzi e Berlusconi con un cuore e la scritta: «Profonda sintonia, condannati dall'amore»

Ci sono Enrico Letta e Pippo Civati tra i 13 assenti ingiustificati del Pd che non hanno votato per la riforma elettorale. Tra i deputati di Forza Italia cinque sono risultati assenti, uno si è astenuto e uno ha votato contro. I tre partiti che hanno siglato l'accordo erano presenti in Aula con percentuali alte. Per il Pd erano presenti 270 parlamentari del gruppo suU 293 (il 92%), per FI 61 su 67 (91%) e per Ncd 27 su 29 (93%).

I punti. Soglia al 37% per ottenere il premio di maggioranza, sbarramento al 4,5% per ottenere seggi alla Camera, e brevi liste bloccate in piccole circoscrizioni in cui vengono eletti 3-6 deputati; nessuna norma che riguarda le elezioni del Senato. Sono questi i capisaldi dell'Italicum. La nuova legge sarà comunque valida solo per Montecitorio, mentre a Palazzo Madama, se nel frattempo la Camera alta non sarà azzerata dalla riforma Costituzionale, si voterà con il cosiddetto "Consultellum", un proporzionale puro con le preferenze.

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo, 00:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA