Ricostruita la storia della bandiera dell'Europa: fu un omaggio alla Madonna

Lunedì 15 Aprile 2019 di Franca Giansoldati
Pochi sanno che la bandiera dell'Europa, azzurra con il cerchio a dodici stelle, si ispira al simbolismo cristiano legato all'Immacolata Concezione. La storia del vessillo europeo viene ricostruita nei minimi dettagli da Enzo Romeno, scrittore e vaticanista, in un libro intitolato: Salvare l’Europa, il segreto delle dodici stelle (pubblicato da edizioni Ave) in cui viene offerto un contributo per promuovere una coscienza dell’Europa come casa comune, anche in vista dell’appuntamento elettorale di maggio.

Il percorso della bandiera europea inizia nella prima metà dell'Ottocento da Rue du Bac 140, a Parigi, dove la Madonna apparve a suor Caterina Labouré. Successivamente apparve anche a Roma, all'ebreo Alphonse Ratisbonne. Proprio a questa Madonna e alla sua "medaglia miracolosa", erano devoti il capo addetto stampa e il disegnatore del Consiglio d'Europa che proposero la bandiera europea che poi fu adottata nel 1955, proprio l'8 dicembre, festa dell'Immacolata. L'autore del libro si chiede se sia solo frutto di un caso o se davvero non ci sia una azione provvidenziale.

In quel periodo Schuman, Adenauer, Spaak, De Gasperi lavoravano, ognuno nella propria dimensione, per realizzare una casa comune, anche se nessuno di loro ha mai sbandierato la propria appartenenza alla fede anche se era chiaro per tutti loro che occorreva trovare un terreno comune - anche in una bandiera - a prescindere da razze, fedi, origini e provenienze. 

Romeo racconta che la prima sessione dell’Assemblea del Consiglio d’Europa si tenne il 10 agosto 1949 nell’aula magna del palazzo universitario di Strasburgo, trasformata in emiciclo. La presiedeva il socialista radicale francese Édouard Herriot. Le aspettative erano enormi, così come l’attenzione dei mass media. Un grandissimo numero di giornalisti seguiva i lavori, insieme a osservatori giunti da ogni parte del continente. Si iniziò con un minuto di silenzio per rendere solennemente omaggio a tutti i morti della seconda guerra mondiale. Quindi si procedette all’elezione del primo presidente, il belga Paul-Henri Spaak. Più tardi, «con l’ausilio di esperti, si cominciano a esaminare le proposte e si fissano dei criteri per la bandiera: simbologia soddisfacente, semplicità e leggibilità, armonia e piace- volezza, ortodossia araldica. Una dozzina le proposte che passano al primo setaccio. I simboli più ricorrenti sono la croce, richiamo alla civilizzazione cristiana e già presente nelle bandiere di metà dei paesi membri (Danimarca, Grecia, Irlanda, Norvegia, Saar, Svezia e Regno Unito), la E, il sole, il triangolo e le stelle, distribuite in vario numero a rappresentare gli stati del Consiglio. C’è anche chi suggerisce di raggruppare tutti i colori esistenti nelle bandiere europee e per questo allega uno schema statistico dei colori utilizzati: il blu, il verde, il giallo, il nero, il bianco e il rosso. La nuova bandiera dovrebbe rispettare l’importanza che ognuno di questi colori ha nell’insieme degli attuali vessilli nazionali».

Alla fine nel 1983 il Parlamento europeo adotta la bandiera creata dal Consiglio d’Europa e ne raccomanda l’uso in quanto emblema delle Comunità europee. Il Consiglio europeo approva la proposta nel giugno 1985 e l’anno successivo la bandiera diviene ufficialmente il simbolo della Comunità economica europea, che proprio in quell’anno si allarga a dodici membri. Da allora il vessillo azzurro a stelle d’oro, come la corona della Madonna, si impone definitivamente quale figura rappresentativa di un progetto politico comune che unisce tutti gli europei, al di là delle diversità nazionali.

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