«Sesso, alcol e selfie», così il vescovo Zanchetta abusava di giovani seminaristi: il pm argentino lo accusa

Sabato 8 Giugno 2019
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Gustavo Zanchetta

Un pubblico ministero in Argentina accusa monsignor Gustavo Zanchetta, dimessosi dalla diocesi di Oran nel 2017 e successivamente chiamato in Vaticano dal Papa, di avere abusato sessualmente di seminaristi. Il procuratore della provincia argentina di Salta, Monica Viazzi, lo accusa di «abusi sessuali continui aggravati». È la prima volta che viene formalizzato questo per lui in un tribunale.

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Il Papa aveva recentemente rivelato, in un'intervista televisiva, che Zanchetta è sotto processo anche in Vaticano. La vicenda di monsignor Zanchetta comincia nel 2016, quando arrivano le prime notizie di comportamenti sessuali inappropriati e veri e propri abusi nei confronti di giovani seminaristi. Il vescovo lascia improvvisamente la sua diocesi nel 2017 e alla fine dello stesso anno il Papa lo chiama a lavorare all'Apsa, l'amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica.

Ma il trasferimento non ha placato la voglia di giustizia delle vittime, tanto che in Vaticano è stata decisa un'indagine preliminare. «L'ho letta, e ho visto che era necessario fare un processo. Allora l'ho passata alla Congregazione per la Dottrina della Fede - aveva spiegato il pontefice una decina di giorni fa alla tv messicana -, stanno facendo il processo».

Dalla giustizia del Vaticano a quella del suo Paese d'origine. Se al momento non emergono per Zanchetta accuse di pedofilia, ovvero di abusi sui minori, per quanto riguarda invece i seminaristi le accuse sono dettagliate. La denuncia del 2016, firmata dal rettore e da due ex vicari del seminario in questione, elencava il comportamento problematico di Zanchetta con i seminaristi, tra cui il passeggiare di notte nelle loro stanze, chiedere loro massaggi, entrare nelle loro stanze per svegliarli e invitarli a bere alcolici, fino alle aggressioni.

Una «ossessiva onnipresenza» che non dava tregua alle vittime. Ci sarebbero anche dei selfie con il vescovo in situazioni inappropriate. Lui si è sempre difeso, anche con il Papa, dicendo che qualcuno aveva manomesso il suo cellulare. Ora la parola passa ai giudici. Intanto, sempre in tema di abusi da parte del clero, la Corte Suprema del Canada ha autorizzato un'azione collettiva contro la Congregazione della Santa Croce e l'Oratorio di San Giuseppe, che hanno collegi in diverse città del Paese, per presunti abusi sessuali commessi da alcuni religiosi.

La vicenda nasce dalla testimonianza di un uomo che aveva frequentato la scuola elementare di Notre-Dame-des-Neiges per quattro anni negli anni '50. Sostiene di essere stato aggredito sessualmente da religiosi durante questo periodo, sia a scuola sia mentre prestava servizio come chierichetto all'Oratorio di San Giuseppe. L'uomo è convinto che centinaia di altri ragazzi, all'epoca, siano stati aggrediti da religiosi. Per questo aveva chiesto alla Corte di autorizzare un'azione collettiva.

Ultimo aggiornamento: 20:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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