WhatsApp a pagamento, ma solo per chi non ha l'iPhone

Giovedì 31 Gennaio 2013 di Federico Rocchi
L’oramai tradizionale fermento in salsa internet si è scatenato per una notizia apparentemente dirompente : la popolare applicazione di messaggistica per smartphone WhatsApp, nata dall’ingegno di due sviluppatori fuoriusciti da Yahoo!, diventa a pagamento. Secondo molte fonti sarebbe addirittura in atto una vera rivolta degli utenti, un boicottaggio seguito da migrazione verso altre applicazioni. Basta un rapido giro di mouse, però, per tranquillizzare gli affezionati utenti del servizio, nulla è cambiato rispetto a quanto pattuito in precedenza, è in atto un evidente malinteso circa la gratuità di WhatsApp che va compresa distinguendo innanzitutto il costo dell’applicazione dal costo del servizio, evidentemente legato al tempo di utilizzo, ed anche in funzione del sistema operativo che si usa.



Ogni smartphone dipende dal relativo “store on line” che è naturalmente libero di fare la propria politica di marketing. WhatsApp per terminali Apple è in questo momento in vendita nel negozio iTunes al prezzo di 0,89 euro. La stessa applicazione, che consente di usufruire dello stesso servizio, è invece in vendita negli altri negozi dedicati agli altri sistemi operativi a costo zero, è gratis. C’è quindi una differenza fra gli utenti Apple e tutti gli altri e non è una novità sgradita, l’affezionato Apple ha sempre un servizio “pensato differentemente”.



COSTI DIFFERENZIATI

Anche per quanto riguarda il costo del servizio annuale, dopo un primo periodo di 12 mesi gratuiti di prova, che appare chiaramente indicato nei negozi Android, Blackberry, Nokia (Symbian) e Windows Phone, c’è differenza fra Apple e resto del mondo. Nella pagina di iTunes manca questa informazione e non è un caso: sui terminali Apple si paga il programma ma non si paga il servizio, sullo schermo di iPhone appare, infatti, “validità illimitata” (fino a revisione del servizio, naturalmente). In tutti gli altri casi, invece, il costo annuale del servizio WhatsApp è esplicitamente indicato in 99 centesimi di dollaro, equivalenti a 73 centesimi di euro al tasso di cambio euro/dollaro 1,3569/1 del 30 gennaio 2012.



UN ANNO DI SUCCESSO

Il crescere della protesta di alcuni utenti, poco attenti alle informazioni da leggere prima dell’acquisto, giunge in queste ore probabilmente perché sta per terminare il periodo di prova gratuito, WhatsApp è diventata molto popolare proprio un anno fa. Fortunatamente, a ben vedere, stavolta il danno non è poi così grave, esistono clausole vessatorie scritte in piccolo molto peggiori. Al comparire del messaggio che informa della prossima scadenza del periodo di prova si può anche dire di no e magari passare ad un altro programma gratuito, oppure spendere pochi centesimi, una cifra concorrenziale con il costo spropositato della tradizionale messaggistica sms. Ultimo aggiornamento: 2 Febbraio, 19:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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