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Rugby, Sei Nazioni, veterani e novellini: «Che orgoglio giocare all'Olimpico esaurito»

Rugby, Sei Nazioni, veterani e novellini: «Che orgoglio giocare all'Olimpico esaurito»
di Christian Marchetti
3 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Febbraio 2016, 18:24 - Ultimo aggiornamento: 19:06


«Datemi una leva e vi solleverò il mondo». Al ct dell'Italrugby Jacques Brunel, invece, “bastano” 70 minuti. «La nostra sfida nella sfida sarà rimanere punto a punto con loro per 70 minuti. A quel punto avremo la possibilità di giocarcela». E magari batterli, battere l'Inghilterra, per la prima storica volta dopo ventuno confronti. Siamo cauti, non esageriamo, restiamo con i piedi per terra sebbene la prestazione contro la Francia incoraggi.

IL RITORNO DI McLEAN
Unico cambio di formazione, peraltro obbligato, Luke McLean al posto dell'infortunato David Odiete. «Mi viene concessa un'opportunità – rileva l'estremo di origini australiane – ma va detto che mi dispiace moltissimo per David. Se un tuo giovane compagno di squadra si fa male proprio all'esordio non puoi che augurargli tutto il bene possibile. Per quanto mi riguarda, devo guadagnarmi questa maglia e aiutare il più possibile la squadra».
Luke presenta così l'Inghilterra: «È una squadra ben diversa dalla Francia, che cerca molto il gioco alla mano. Il XV della Rosa è una squadra ricostruita, riuscita però a portare a casa una partita durissima contro la Scozia. Eddie Jones può disporre di uomini molto pesanti in mischia e di tantissima qualità tra i trequarti. Dovremo stare attenti».

LE CONDIZIONI DI BIAGI
Si temeva per George Biagi, che allo Stade de France aveva riportato una contrattura al retto femorale. Tutto ok però per il seconda linea nato in Scozia da genitori italiani. «Non solo sto bene – assicura – ma non vedo l'ora di essere in campo».
Anche se la delusione di Parigi si fa ancora sentire. «Beh, il rammarico c'è perché ci siamo ritrovati al cospetto dell'ennesima occasione persa e francamente non so quando si ripeterà una partita di quel tipo, punto a punto, in trasferta contro i Bleus. Ora, però, dovremo ripetere quella prestazione. Gli inglesi sono tosti, rischiano pochissimo, ma se riusciremo a mettergli pressione la storia del match potrebbe cambiare».
Domenica, sull'Olimpico è data pioggia. Per George «cambia poco», “distratto” anzi dai 70.000 tifosi che saranno sugli spalti. «Sarà una carica grandissima, quella che serve per affrontare un match simile».

I CAPELLI DI BELLINI
Non la pensa esattamente così l'ala Mattia Bellini, che reca ancora i segni della “matricola” eseguita dal capitano Sergio Parisse e dal “senatore” Martin Castrogiovanni: testa rasata per tre quarti, barba per metà («Fino a stasera ho l'obbligo di non ritoccare nulla»). «Per me sarà meglio non pensare affatto ai 70.000 – dice – Troppa emozione. Ora sono tranquillo, ma anche 48 ore prima di sfidare i francesi lo ero. Poi però la tensione si è fatta sentire». Nonostante sia seguita una buona performance da parte del 22enne utility back padovano.
«Domenica venderemo cara la pelle», che, detto da uno costretto a portare un berretto per nascondere la curiosa capigliatura, fa sorridere. Scherzi a parte, «tutta la squadra vuole regalare gioia al pubblico».
Bellini, che gioca nel Petrarca, placca infine i mugugni circa l'impiego di giocatori del massimo campionato italiano anziché quelli delle due franchigie italiane di Pro 12: «Per me questo aspetto scatena anzitutto un moto d'orgoglio, voglio continuare a dimostrare di essere a questo livello. E sono convinto che anche altri giocatori di Eccellenza possano seguire il mio stesso percorso».

TALENTO CAPITOLINO
A 4 anni dal primo cap (contro il Canada) torna in azzurro Andrea Pratichetti, utility back nato a Ostia e cresciuto tra Rugby Roma e Capitolina, poi approdato al Calvisano e al Benetton Treviso. E' il fratello minore di Matteo, 24 caps, e nipote di un altro azzurro, Carlo Pratichetti, fra i più forti rugbysti romani. Orgoglio e determinazione. Ingredienti necessari contro l'Inghilterra.   

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