Al Farnese dal 2 all'8 maggio torna il Festival del Cinema Spagnolo

Mercoledì 24 Aprile 2019
Una scena di Yuli di Icíar Bollaín
Al Cinema Farnese di Campo de' Fiori dal 2 all'8 maggio torna il Festival del Cinema Spagnolo, giunto alla sua dodicesima edizione. La manifestazione riflette la varietà di generi e di tematiche che da anni contraddistingue il cinema spagnolo e latinoamericano di qualità: dallo sguardo sulla Storia e sul sociale, alle dittature latino-americane degli anni Settanta e Ottanta ai diritti LGBT e ai temi di più scottante attualità, con ampio spazio dedicato a opere prime e seconde e a registe donne. L'inaugurazione della kermesse, il 2 maggio alle ore 21, vedrà la proiezione in anteprima italiana di Yuli, lungometraggio di Icíar Bollaín (Te doy mis ojos; También la lluvia; El olivo), alla presenza della stessa regista. Il film, che sarà distribuito in autunno in Italia da Exit Media, ha vinto il premio come Miglior sceneggiatura all’ultimo festival di San Sebastian per Paul Laverty. Arricchito da coreografie cariche di lirismo, Yuli ruota intorno all’incredibile parabola di Carlos Acosta, in arte Yuli, una leggenda vivente della danza che da piccolo si rifiutava di ballare. Obbligato dal padre che vuole dargli un’opportunità per lasciare una Cuba attanagliata da decenni di embargo, giunge al successo mondiale diventando un performer paragonato a miti quali Nureyev e Baryshnikov.

Venerdì 3 maggio, doppio evento speciale: alle ore 19 (con replica il 7 alle 22.30) la proiezione di Alberto-García Alix: La Línea De Sombra, esordio di Nicolás Combarro, presente a Roma con il produttore Miguel Ángel Delgado, che mette a nudo le origini e i processi creativi di Alberto García-Alix, uno dei più importanti fotografi del panorama artistico europeo, testimone e catalizzatore della movida madrilena, conosciuto come il Pedro Almodóvar della fotografia. Alle 21 altro grande ospite del festival, la regista Arantxa Echeverria presenterà il suo esordio, Carmen y Lola, fresco vincitore di due Premi Goya come Miglior opera prima e come Miglior attrice non protagonista (Carolina Yuste). Presentato e applauditissimo alla Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes 2018, il film racconta la storia di Carmen, una ragazza che appartiene a una comunità di gitani nei sobborghi di Madrid. Destinata a riprodurre uno schema che si ripete di generazione in generazione, e quindi sposarsi presto e crescere il maggior numero di bambini possibile, incontra un giorno Lola, gitana come lei, ma per nulla rassegnata a quel destino.

Nel fine settimana, il programma è arricchito dalla presenza di altri ospiti di spicco: il 4 Gustavo Salmerón, accompagnato dalla madre Julita, vero e proprio personaggio cult in patria, presenterà la sua esilarante opera prima: Muchos Hijos, Un Mono Y Un Castillo, Premio Goya 2018 come Miglior documentario, campione d’incassi in patria e amato da Almodóvar. Domenica sarà la volta di Rodrigo Sorogoyen, regista del momento, trionfatore con El reino agli ultimi Premi Goya: ben 7 tra cui Miglior regia, sceneggiatura e attore protagonista (Antonio de la Torre). Un thriller ad alta tensione che racconta il tema della corruzione nelle alte sfere della politica spagnola. Tra gli eventi speciali, l’omaggio a Pepe Mujica (7 maggio alle 20.15), ex militante Tupamaro divenuto Presidente dell'Uruguay, famoso nel mondo per la rettitudine della propria condotta politica. A lui e i suoi anni di detenzione in carcere si ispira il film di denuncia La noche de 12 años, di Alvaro Brechner, Premio Goya 2018 come Miglior adattamento cinematografico. Per informazioni: www.cinemaspagna.org.
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