Boldi e De Sica sono "Amici come prima": «La nostra separazione? Era tutto calcolato»

Martedì 11 Dicembre 2018
3
Di Gloria Satta - Al grido di «il cinepanettone è morto, viva il cinepanettone», Massimo Boldi e Christian De Sica sono tornati insieme dopo 13 anni. A furor di popolo, assicurano: «I ragazzini, che mi chiamano zio, non hanno mai smesso di chiedermi di rifare una commedia con Massimo», racconta Christian. E Boldi: «Non abbiamo litigato, ci siamo separati quando sono rimasto vedovo e ho deciso di lavorare da solo ma l'amicizia è rimasta».

Risultato: oggi il romano e il lombardo, 140 anni in due e all'attivo 23 fortunatissime commedie di Natale interpretate in coppia lungo un trentennio («il produttore Aurelio De Laurentiis si è comprato il Napoli con i nostri incassi», ride De Sica), si sono lasciati alle spalle le vacanze esotiche, le recriminazioni reciproche, i fasti al box office e ora si ripresentano al pubblico con Amici come prima, la commedia diretta da Christian stesso che Medusa scodellerà in oltre 500 sale il 19 dicembre. Scommessa: reggere l'urto della corazzata Mary Poppins, nei cinema dal 20, e l'ormai irreversibile calo degli incassi.

RISATE
Per vincere la sfida di Natale, Boldi e De Sica puntano su una storia esilarante e spettacolare a base di equivoci, scambi di persona, colpi di scena e, per la prima volta, sentimenti. Christian, che ha perso il posto di direttore di un lussuoso hotel, all'insaputa della moglie Lunetta Savino si veste da donna e si fa riassumere come badante dal proprietario Boldi, un vecchio sessuomane in sedia a rotelle (ma è solo pigro, non invalido) che vive circondato da escort e minacciato dall'avidità della figlia-iena Regina Orioli. Il riccone s'innamora della monumentale tata con ciglia finte e tacchi a spillo. E quando la messa in scena viene scoperta, la vita dei due non sarà più la stessa. «Il film strizza l'occhio a commedie come Tootsie e Mrs. Doubtfire i cui protagonisti si travestono per necessità», spiega Christian.

Massimo aggiunge: «De Sica e io abbiamo cominciato a lavorare insieme negli anni Settanta, suonavamo nei piano-bar. Sul set di Amici come prima ci siamo sentiti come se non ci fossimo mai lasciati». Ma il film della réunion, girato a Milano e in Brianza nella villa Gernetto di Silvio Berlusconi, è o non è un cinepanettone? «Magari lo fosse», esclama Christian, «se siamo qui lo dobbiamo a quelle commedie a base di ambientazioni esotiche, corna, bellone e parolacce».

PAESE CAMBIATO
Gli fa eco Boldi: «I nostri vecchi film di Natale riflettevano un'Italia che non c'è più, quella opulenta e arrembante degli anni 80 e 90. Abbiamo cominciato noi, poi ci hanno seguiti in tanti. Ma oggi anche la comicità è cambiata: non si affida più a gag e siparietti, punta sulle storie». Di turpiloquio, nel film, c'è il minimo sindacale, «giusto qualche parolaccetta per non deludere i fan», ammette De Sica. Fausto Brizzi, autore di tante commedie di Natale e oggi del soggetto di Amici come prima, spiega: «Abbiamo depurato la sceneggiatura di ogni volgarità, abbiamo fatto di tutto per non far somigliare il film a un vecchio cinepanettone». L'idea originale era infatti diversa: «Si era pensato a una storia drammatica su un sessantenne che perde il lavoro», rivela il regista che ha appena finito Modalità aereo (in sala a febbraio) e tornerà dietro la cinepresa per Medusa. «Poi i produttori ci hanno chiesto una commedia, così è entrato in gioco Boldi».

CAPITOLO
I due attori non hanno avuto la tentazione di replicare un cinepanettone classico: «Alla nostra età, con tanti chili in più, chi ci si piglia a fare gli sciupafemmine?», osserva Christian. «Io spero soltanto che il nuovo film aiuti a riconciliare il pubblico con il cinema italiano». Per questo ha puntato sulle risate, certo, ma anche su sentimenti come amicizia, tenerezza, malinconia. E si è fatto affiancare alla regia dal figlio Brando, 35, che ha studiato cinema con Steven Spielberg e David Lynch: «Ha impresso alla storia un ritmo all'americana, ha riempito il film di trovate», dice l'attore. «Mi ha regalato una frustata di vitalità. È stato faticosissimo lavorare con parrucca, cerone e tette finte». Girerà nuovamente con Boldi? «Non è escluso. Noi due siamo come Al Bano e Romina». Il cinepanettone è morto, viva il cinepanettone». Ultimo aggiornamento: 23:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Chiamare il 112 svedese e scoprire che è peggio di quello di Roma

di Pietro Piovani

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma