Leader religioso violentava le sue adepte: muro di omertà rotto da 3 ragazze dopo anni

Venerdì 23 Novembre 2018 di Federica Macagnone
Leader religioso violentava le sue adepte: muro di omertà rotto da 3 ragazze dopo anni
Era ormai così in preda al delirio di onnipotenza da credersi davvero un dio capace di poter fare qualsiasi cosa facendola franca. E invece è bastato che finalmente tre delle sue innumerevoli vittime parlassero, rompendo così un muro di omertà durato anni, per far sì che il 75enne pastore sudcoreano Lee Jae-rock finisse molto umanamente in manette per aver abusato sessualmente di alcune delle sue seguaci, ognuna delle quali, oltre ad aver subìto un vero e proprio lavaggio del cervello come moltissimi altri adepti, è stata violentata decine e decine di volte "in nome di Dio". Dopo che le prime tre hanno fatto venire a galla la squallida vicenda, altre cinque si sono fatte avanti per denunciarlo, ma si teme che le donne violentate siano molte di più. In ogni caso, quello che finora è stato appurato è bastato per far condannare in queste ore il pastore a 15 anni di carcere. 

Lee Jae-rock era il leader della Manmin Central Church di Seul, una setta evangelica che lui stesso fondò nel 1982 con 12 adepti e che oggi dichiara 135mila seguaci in tutto il mondo. Si vantava di essere in diretto contatto con Dio e di aver compiuto guarigioni miracolose su persone malate di Aids e di cancro. I seguaci lo adoravano come una divinità, con una fede assoluta, soggiogati dalla sua personalità, e lui non faceva nulla per scoraggiarli, anzi: nei sermoni si divinizzava dipingendosi come lo spirito santo. Uno "spirito santo" con una particolare passione per le donne giovani e avvenenti alle quali, con un continuo lavaggio del cervello, assicurava il paradiso se avessero fatto sesso con lui. 

«Non ero in grado di dire di no, per me lui era più di un re, era Dio - ha raccontato una delle ragazze che lo hanno denunciato, alcune delle quali erano seguaci del pastore fin dal'infanzia - Era un essere divino che esercitava il potere divino e io mi sentivo obbligata a fare tutto ciò che mi chiedeva: mi diceva che dovevo fare sesso con lui perché era Dio che lo voleva e che avrebbe scelto me per andare nella nuova Gerusalemme».

Dopo anni di omertà e di sottomissione, all'inizio di quest'anno tre ragazze sono uscite da quel delirio e hanno trovato la forza di denunciare Lee Jae-rock per abusi sessuali, riuscendo a farlo arrestare. Poco dopo si sono presentate alla polizia altre cinque ragazze che hanno raccontato le stesse cose. Racconti squallidi che hanno poco di "divino", come l'ordine impartito a una donna di prendere la pillola anticoncezionale prima di andarlo a trovare a casa sua o il suggerimento dato a un'altra affinché pagasse il taxi in contanti in modo che non potesse essere tracciato il percorso che aveva fatto per andare da lui. Il pastore si difende a spada tratta dichiarandosi senza peccato e dicendo che quelle donne lo accusano falsamente per vendetta perché erano state scomunicate dalla sua chiesa. Ma nessuno gli crede più, e grazie a quelle donne coraggiose in tanti si stanno risvegliando da quel delirio in cui li aveva fatti precipitare il loro pastore-illusionista. © RIPRODUZIONE RISERVATA