Variante Delta, «copertura totale dei vaccini ferma le mutazioni»: i dati dello studio americano

Variante Delta, «copertura totale dei vaccini ferma le mutazioni»: i dati dello studio americano
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Mercoledì 18 Agosto 2021, 13:16

La variante Delta non svilupperà possibili mutazioni più pericolose se ci sarà una copertura globale con il vaccino anti-Covid. È il risultato dei primi studi su questo tema, relativi a sedici Paesi tra cui anche l'Italia e i cui dati sono stati raccolti da Ting-Yu Yeh e Gregory Contreras, dell'Università del Maryland. I numeri sono disponibili sulla piattaforma medRxiv, che accoglie gli articoli in attesa di revisione da parte della comunità scientifica.

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I dati dello studio

«Presentiamo la prima prova che il tasso di copertura della vaccinazione è inversamente correlato alla frequenza di mutazione della variante Delta del virus SarsCoV2 in 16 Paesi», scrivono i ricercatori, e i dati «indicano con forza che la vaccinazione piena anti Covid-19 è cruciale per sopprimere le mutazioni emergenti». Alla luce di questi dati, osservano, la vaccinazione globale, ossia della popolazione mondiale, è decisiva per prevenire la trasmissione del virus, ed è necessario continuare ad adottare le strategie di mitigazione e la sorveglianza genomica.

 

Per il virologo Francesco Broccolo, dell'Università di Milano Bicocca, i risultati della ricerca sono importanti, innanzitutto perché «nei Paesi in cui si vaccina di più si riducono le possibilità che il virus arrivi a mutazioni più pericolose». È vero inoltre, ha aggiunto l'esperto, che «la strategia di vaccinazione da sola non basta: è necessario anche continuare a utilizzare le misure di prevenzione, come indossare la mascherina e adottare il distanziamento. Sono tutte forme forti di riduzione del virus».

Questo è vero, prosegue Broccolo, soprattutto considerando che i dati più recenti sull'efficacia dei vaccini anti Covid-19, pubblicati sul New England Journal of Medicine, indicano una copertura dell'88%. Guardando solo ai dati italiani, ha proseguito il virologo, «i dati relativi ai tamponi molecolari indicano che dall'inizio dell'estate a oggi l'indice di positività è aumentato di 5-6 volte, passando dall'1,2% del 16 giugno alle attuali oscillazioni comprese fra il 6% e il 9%». «Proprio perché i nuovi casi aumentano è emergenziale ridiscutere le misure di mitigazione che servono a bloccare la circolazione del virus». Sono misure da considerare «una strategia complementare alla vaccinazione, anche durante i mesi estivi».

 

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