​Variante Delta in Olanda, boom di contagi: +803% in una settimana, tornano le chiusure (ma non le mascherine)

Variante Delta, boom di contagi in Olanda: +803% in una settimana, tornano le chiusure (ma non le mascherine)
di Simone Pierini
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Sabato 10 Luglio 2021, 19:49 - Ultimo aggiornamento: 12 Luglio, 09:53

La variante Delta si fa strada in Europa. In Olanda oggi sono stati riportati 10.345 nuovi casi di coronavirus, il massimo giornaliero registrato da Natale. Secondo quanto riferito dall'agenzia di sanità pubblica Rivm, citata dal giornal NL Times, la media giornaliera dei contagi è ora 7,5 volte più alta rispetto a undici giorni fa, quando la cifra aveva toccato un punto basso dopo la terza ondata di contagi. A causa delle crescenti infezioni, il governo ha annunciato un inasprimento delle restrizioni, in particolare con la chiusura dei locali notturni.

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Olanda, casi in aumento del 803% rispetto alla settimana scorsa

Il boom dei casi in Olanda preoccupa non poco. Dalla scorsa settimana l'aumento dei numeri dei contagi giornalieri è superiore all'800% (803% per la precisione). Quanto ai dati ospedalieri, l'ultimo aggiornamento è relativo a venerdì con 206 pazienti Covid-19 ricoverati, in calo del 17% rispetto alla settimana precedente. Di questi 86 sono in terapia intensiva.

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Variante Delta prevalente, ma niente obbligo mascherina al chiuso

L'aumento delle infezioni si allinea anche con la sorveglianza dell'agenzia di sanità pubblica RIVM che ha suggerito come la variante Delta sarebbe diventata prevalente nei Paesi Bassi entro la prima settimana di luglio. A causa delle crescenti infezioni, il governo ha inasprito le restrizioni sul coronavirus, in particolare la chiusura dei locali notturni. Tuttavia non ha reintrodotto l'obbligo di indossare le mascherine negli spazi pubblici interni, affermando che il team di gestione dell'epidemia non lo ha ritenuto necessario. Il Red Team, un gruppo di esperti medici e scienziati che riesamina regolarmente i consigli dell'OMT, ha affermato che le regole sulle mascherine non sarebbero mai dovuto essere abbandonate.

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Tornano limitazioni alla vita notturna: 600 positivi da un nightclub

Due settimane dopo le riaperture, l'Olanda torna a limitare la vita notturna di fronte alla ripresa dei contagi di Covid-19. A partire da oggi, bar e ristoranti cesseranno le attività a mezzanotte, mentre i nightclub verranno nuovamente chiusi. Saranno inoltre vietati festival e altri eventi di massa dove non è possibile mantenere le distanze e non vi sono posti fissi a sedere. «Dobbiamo rallentare la diffusione del virus», ha detto ieri il premier Mark Rutte, annunciando la nuova stretta. L' Olanda aveva sollevato la maggior parte delle misure anti covid lo scorso 26 giugno. Nightclub e discoteche erano stati riaperti dopo 15 mesi di chiusura. Nei locali e per gli eventi dove non è possibile mantenere le distanze si poteva entrare solo con certificati di vaccinazione o un test negativo. Ma vi sono stati casi clamorosi come un nightclub di Enschede dove si sono contagiate 600 persone. Molti clienti, si è poi scoperto, avevano presentato certificazioni false. La ripresa dei contagi viene attribuita alla variante Delta e colpisce soprattutto i più giovani. Al momento l'aumento dei casi non ha portato ad una crescita dei ricoveri. Le autorità temono però che l' Olanda venga considerato un paese a rischio, con limitazioni ai viaggi imposti da altri stati. Al momento due terzi dei cittadini hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e il 40% è pienamente immunizzato.

Vaccini, i Paesi Bassi terzi in Europa

Nonostante un piccolo rallentamento nell'ultima settimana, forse dovuto all'inizio del periodo delle vacanze estive, i Paesi Bassi sono al terzo posto tra i 30 paesi dell'Unione europea e dello Spazio economico europeo per percentuale di adulti almeno parzialmente protetti contro il Covid-19. Circa il 79,5% dei residenti adulti ha ricevuto almeno una dose di vaccino contro il Covid-19, con il 47,7% che ha completato il ciclo delle due dosi. Ad oggi, nei Paesi Bassi sono state somministrate 17.625.182 dosi di vaccino contro il Covid-19 dall'inizio della campagna di vaccinazione a gennaio.

 

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