Positivi in fuga, D'Amato: «Siamo preoccupati. Chi scappa rischia conseguenze penali»

Covid, D'Amato: «Chi è positivo e non lo dice fa un danno ai propri cari e rischia conseguenze penali»
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Venerdì 20 Agosto 2021, 15:20 - Ultimo aggiornamento: 15:22

L'assessore alla Sanità della Regione Lazio Alessio D'Amato esprime preoccupazione per il fenomeno dell'irreperibilità dei positivi ai test Covid. Si tratta di una nuova categorie di furbetti che fuggono dalla quarantena rendendosi irrintracciabili. «Confermo che quanto scritto nell'inchiesta del Messaggero ci preoccupa e non poco», dice l'assessore a Rai News, e aggiunge: «Chi fa questo fa un danno prima di tutto ai propri cari» e «rischia che il suo comportamento abbia un rilievo penale».

D'Amato: «Positività comunicate alle forze di polizia»

Dopo l'allarme di Federfarma sull'aumento di tamponi "fai da te" per fuggire all'ufficialità della propria positività, preoccupa ora l'atteggiamento di quanti, pur sottonendosi a test di Farmacia, una volta risultati positivi, si rendono irreperibili alla chiamata delle autorità sanitarie, magari per non veder rovinate le proprie vacanze. Numeri di telefono falsi, indirizzi inventati di sana pianta oppure squilli a vuoto, sono tra gli strategemmi più utilizzati dai furbetti del Covid.

Solo a Roma e provincia se ne contano 250 da inizio agosto. Alessio D'Amato a Rainews conferma la preoccupazione per il fenomeno: «Confermo che quanto scritto nell'inchiesta del Messaggero ci preoccupa e non poco su chi si rende irreperibile dopo un tampone positivo. E' un fenomeno che esiste. Chi fa questo fa un danno prima di tutto ai propri cari e a tutta la comunità, a partire dai propri amici. - e aggiunge - Avere questi dati a disposizione è fondamentale per il lavoro di tracciamento che facciamo: a noi non interessa la vita privata delle persone, ma qui siamo di fronte ad un'emergenza. Chi è consapevole della propria positività e ne omette la comunicazione, deve saperlo, rischia che il suo comportamento abbia un rilievo penale. Queste positività, d'altronde sono comunicate alle forze di polizia per il reperimento: insomma, è un comportamento molto serio.

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Personale sanitario e scolastico no-vax 

D'Amato si esprime poi sulla questione del personale sanitario e scolastixo no-vax: «Nel Lazio parliamo del 3 per cento su circa 100 mila unità tra pubblico e privato. E' una realtà piccola, ma ognuno di loro lo stiamo richiamando al proprio dovere di vaccinarsi. E molte nostre aziende sanitarie hanno cominciato a mandare lettere di richiamo. Poi, ricordiamolo, c'è anche il pericolo licenziamento. Scuola e vaccinazione dei ragazzi over 12? Noi pensiamo di arrivare a tutti i ragazzi per l'inizio della scuola, ora siamo al 50 per cento serve dare una stretta su questo fronte. Oggi il 98 per cento del personale scolastico, però, si è vaccinato e questa è un'ottima notizia».

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