Omicron, perché i tamponi non sono tutti affidabili? Il segreto è cercare quello con "l'evidenziatore"

L'esperto spiega le differenze tra i test di "prima generazione" con gli ultimi arrivati

Omicron, i tamponi e l'affidabilità: perché non tutti i test sono uguali? Il segreto è cercare quello con "l'evidenziatore"
di Giampiero Valenza
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Sabato 8 Gennaio 2022, 08:28 - Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 10:18

La terza generazione dei test molecolari è quella che riesce a vedere meglio la presenza di Sars Cov-2 nell’organismo perché amplifica la reazione che si viene a creare tra l’antigene e l’anticorpo. In sostanza, la evidenzia. Ha, in pratica una sorta di evidenziatore. Ecco perché da questa in poi (siamo arrivati ormai alla quarta) riusciamo a scovarlo con sempre maggiore attendibilità.

Test, le differenze e l'affidabilità

«Quelli della prima generazione seguono le regole del test di gravidanza, poi ci sono le seconde che hanno avuto una maggiore sensibilità e, a seguire, è venuta la terza, con la tecnica microfluidica con lettura in fluorescenza – spiega Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani - I test che si comprano al supermercato sono di prima e seconda generazione. Hanno una ridotta sensibilità che si riduce ancora di più se l’atto del prelievo non è eseguito da una mano esperta. Infatti, giusto per fare un esempio, se ci si ferma con il tampone all’inizio del naso perché andare più in fondo può causare dolore può far calare ulteriormente l’attendibilità: può sfalsare il risultato dal 10 al 90%».

 

Il test di terza generazione e la fluoroscenza


Il segreto del successo dei test di terza generazione è proprio la fluorescenza. «La reazione tra l’antigene e l’anticorpo adeso emette una luce fluorescente che amplifica in maniera molto importante la reazione – prosegue – Un risultato diverso rispetto ai test che invece si basano su concetti immunocromatografici». I test di terza generazione non possono essere fatti in casa, ma hanno bisogno della presenza di un professionista e della strumentazione adeguata che sappia leggerlo.

La carica virale


Proprio l’amplificazione del test molecolare permette di vedere anche una piccola carica virale. «Con il molecolare di ultima generazione riusciamo a vedere una presenza che va da 10 a 100 ‘virus’ (i virioni), una carica così bassa l’antigenico non lo prende, ne ha bisogno di almeno 1.000». Ma quando va fatto il test? «Non sono cambiate le regole scientifiche su quando fare il tampone. Bisogna far trascorrere almeno 48 ore», prosegue il presidente di Amcli. Infatti, è necessario fare in modo che la carica virale sia tale possa essere visibile. Anche con la terza generazione.

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La variante Omicron


La variante Omicron può nascondersi al test? «Sicuramente c’è qualche test che ha una ricerca generica dell’antigene e quindi non tutta la proteina Spike viene individuata – aggiunge - Ma ad oggi non ci sono pubblicazioni che evidenziano la differenza tra i vari prodotti, gli studi sono in corso. Sicuramente il test di terza generazione è il più affidabile. Bisogna definire una regione costante della Spike che è presente in tutti i virus».

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