Omicron, perché è più contagiosa ma più lieve? Veloce ad agganciare le cellule (ma si fonde meno)

Omicron è più contagioso ma si fonde meno con le cellule umane
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Sabato 8 Gennaio 2022, 06:46 - Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 10:18

Sebbene sia rapidissima nell'agganciarsi alle cellule umane, la variante Omicron del virus SarsCoV2 riesce molto poco a fondersi con esse rispetto alla variante Delta e al virus SarsCoV2 originario. Lo segnala il consorzio giapponese Genotype to Phenotype (G2P-Japan), specializzato nell'analisi genetica, in un articolo pubblicato online prima della revisione da parte della comunità scientifica. L'analisi del genoma della variante Omicron indica che la proteina Spike (S), utilizzata dal virus per agganciarsi alle cellule, non ha una struttura tale da facilitare il processo di fusione del virus con la cellula umana. Manca infatti la divisione in due sub-unità, presente nella variante Delta, che permetteva al virus di fondersi in modo efficiente con le cellule umane.

Omicron, gli studi sulla fusione con le cellule

Altri test, che lo stesso gruppo di ricerca ha condotto successivamente sui criceti, indicano poi che la Omicron infetta meno i polmoni e si diffonde meno nelle loro cellule, con il risultato di essere meno patogenica sia della Delta, sia del ceppo originario del virus SarsCoV2. Secondo i ricercatori i dati suggeriscono che la struttura della proteina S e la sua attenuata capacità di fondersi con le cellule umane «sono strettamente associate alla patogenicità virale» e lasciano ipotizzare che la variante Omicron «si sia evoluta verso una maggiore trasmissibilità e una patogenicità attenuata».

 

Le conferme

Indica la scarsa capacità della variante Omicron di fondersi all'interno delle cellule anche la ricerca condotta fra Gran Bretagna e Giappone, con il coordinamento di Ravindra K. Gupta, dell'Università di Cambridge, e online sulla piattaforma bioRxiv, che accoglie articoli che non hanno ancora superato l'esame della comunità scientifica. Anche in questo caso si rileva che la struttura della proteina S della variante Omicron è tale da rendere meno efficiente il processo di fusione del virus all'interno delle cellule umane.

La differenza con Delta

I test sono stati condotti su uno pseudovirus, ossia su un virus che non esiste in natura e che ha le stesse mutazioni della variante Omicron, e su organoidi di polmoni umani, ossia organi in miniatura coltivati in laboratorio a partire da cellule. È emerso inoltre che l'enzima Tmprss2, che in presenza della Delta favoriva il processo di fusione, nel caso della Omicron ha un'efficacia molto ridotta. I dati indicano quindi che questo meccanismo rende l'infezione da Omicron meno efficiente nelle cellule che esprimono l'enzima Tmprss2, come quelle dei polmoni, mentre la nuova variante infetta più facilmente le vie aeree superiori, priva dell'enzima.

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