Germania Covid, «Niente eutanasia ai non vaccinati»: è ancora record contagi, 335 morti in 24 ore

Sono 66.884 i positivi registrati nel Paese nelle ultime 24 ore

Covid, boom di casi in Germania, esauriti i posti letto in rianimazione. Associazione per l'eutanasia chiude le porte ai non vaccinati
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Mercoledì 24 Novembre 2021, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 12:56

Continua ad aggravarsi l'emergenza Covid in Germania, dove i contagi viaggiano giornalmente sulle decine di migliaia di casi: 66.884 nelle ultime 24 ore. Le terapie intensive sono allo stremo e in alcune regioni i posti letto in rianimazione sono già terminati. Nel Paese la campagna di immunizzazione non sembra voler decollare, solo il 68% della popolazione ha ricevuto il vaccino e l'obbligo vaccinale sembra sempre di più l'unica soluzione percorribile per la lotta al contagio. In questo scenario di incertezza un'associazione per l'eutanasia sceglie di propria iniziativa di chiudere le porte ai non vaccinati applicando la regola delle 2G.

Jens Spahn si rivolge ancora una volta a chi, tra i suoi concittadini, crede di non avere bisogno del vaccino anti-Coronavirus. Con un'incidenza settimanale superiore a 400 casi per 100mila abitanti, e numeri anche significativamente più alti, in particolare nella parte orientale della Germania, una minoranza non insignificante di persone ancora rifiuta il vaccino. A loro si è rivolto il ministro della Salute uscente del governo tedesco, intervistato dal Rheinische Post: «Ci sono ancora quelli che credono che il virus non possa danneggiarli. Queste persone vorrei trascinarle in un'unità di terapia intensiva e chiedere loro, di fronte alla sofferenza, cos'altro deve succedere perché capiate?».

Covid in Germania, nuovo record di contagi

Nuovo record di contagi da Covid in Germania, dove nelle ultime 24 ore sono stati segnalati dal Robert Koch Institut 66.884 positivi al virus e 335 morti. L'incidenza settimanale su 100 mila abitanti ha superato una nuova soglia toccando 404,5. Il tasso di ospedalizzazione nazionale è di 5,6, ancora lontano dai 15,5 di dicembre scorso ricoverati in terapia intensiva su 100 mila abitanti, ma in alcune regioni le strutture sanitarie sono già al limite. 

La situazione è «molto grave»: l'Oms, senza mezzi termini, ha certificato che l'impatto della quarta ondata della pandemia sull'Europa è sempre più fuori controllo, con oltre 4.200 morti a giorno e il rischio di 700 mila vittime entro la primavera. L'elemento di maggiore preoccupazione, in prospettiva, è la crescente pressione dei nuovi malati sulle terapie intensive. Il coronavirus ormai è diventato la principale causa di morte in Europa, ed i decessi sono raddoppiati rispetto alla fine di settembre, ha registrato l'Oms, che a questo punto stima in oltre 2,2 milioni il totale delle vittime entro la fine dell'inverno. Uno scenario quanto mai realistico, se si considera che «ci sarà una pressione elevata o estrema sui posti letto negli ospedali in 25 Paesi e una pressione elevata o estrema sulle unità di terapia intensiva in 49 dei 53 Paesi» nei prossimi mesi.

Sul fronte ricoveri è la Germania a misurare l'entità dell'emergenza: il Paese viaggia al ritmo di decine di migliaia di contagi al giorno e, nonostante un sistema sanitario d'eccellenza, in alcune regioni «bisogna trasferire i pazienti perché le terapie intensive sono piene», ha avvertito il ministro della Salute Jens Spahn. A Berlino, in Sassonia e in Baviera i posti liberi sono appena l'8-9%. Tra l'altro gli ospedali tedeschi hanno iniziato ad accogliere anche pazienti affetti da Covid dalla vicina Olanda, a sua volta in crisi per le rianimazioni.

 

Il peggioramento del quadro sanitario in Germania è determinato anche da una campagna vaccinale che non decolla: il 68% della popolazione coperta è ben al di sotto rispetto ai Paesi più virtuosi, come Portogallo e Italia. E il tema vaccini è in cima alle preoccupazioni dell'Oms, che ha rilevato come in alcuni Paesi europei la copertura sia addirittura inferiore al 10%, mentre in generale tutta l'Europa orientale e balcanica è in forte ritardo. È il caso ad esempio della Slovenia, dove è vaccinata solo la metà della popolazione ed il tasso di positività ha superato il 46%. Da qui il rinnovato appello dell'organismo Onu ad un approccio «vaccino più», cioè ad assumere i vaccini standard e a procedere con la terza dose, per invertire la tendenza dei decessi e dei ricoveri ed arrivare ad una situazione di «convivenza con il virus».

Aumentano governatori favorevoli all'obbligo di vaccino

In Germania aumenta il consenso per un obbligo di vaccino generalizzato contro il Covid, e sono diversi i ministri presidenti dei Laender ad aver già espresso esplicitamente un assenso a una misura che il ministro della Salute Jens Spahn riteniene invece non decisiva a duperare l'emergenza attuale. Ad aprire il dibattito è stato il bavarese Markus Soeder, che ha rivelato che l'80% della sua Csu sarebbe a favore. Dello stesso avviso il collega della Cdu, presidente dello Schleswig-Holstein, Daniel Gunther, e quello dell'Assia, Volker Bouffier, per il quale «un vaccino obbligatorio è ineludibile per uscire dal circolo vizioso di ondate sempre nuove di Covid», secondo quanto riferisce Spiegel. Hanno preso posizione a favore anche il verde Winfried Kretschman e Reiner Haseloff della Sassonia-Anhalt. 

Associazione per l'eutanasia chiude le porte ai non vaccinati


L'Associazione per l'eutanasia (Verein Sterbehilfe) in Germania ha annunciato che ora fornirà assistenza solo alle persone che sono state vaccinate o guarite dalla malattia. Una dichiarazione rilasciata dall'associazione sostiene che l'eutanasia e i preparativi associati necessitano di «vicinanza umana» che è «un prerequisito e un terreno fertile per la trasmissione del coronavirus».
«Da oggi, nella nostra associazione si applica la regola 2G, integrata da misure legate alla situazione, come test rapidi prima di incontri in stanze chiuse», si legge.

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