Covid, Sebastiani (Cnr): «Ora picco tasso di positività, tra una-due settimane meno casi. Ma c'è l'incognita scuole»

Il professore vede all'orizzonte il possibile rallentamento della crescita delle nuove infezioni

Covid, Sebastiani (Cnr): «Ora picco tasso di positività, tra una settimana meno casi. Ma c'è l'incognita scuole»
di Mauro Evangelisti
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Domenica 9 Gennaio 2022, 21:49 - Ultimo aggiornamento: 22:28

Covid, in Italia ci sono quasi 2 milioni di positivi e questa settimana è stata superata quota 200mila casi al giorno. Il professor Giovanni Sebastiani, matematico del Cnr, però vede all'orizzonte il possibile rallentamento della crescita delle nuove infezioni. Per prevedere l'andamento dei contagi Sebastiani analizza un dato: il tasso di positività dei tamponi molecolari, vale a dire quante persone risultano contagiate alla verifica dei molecolari. Non tiene conto degli antigenici, perché ci sono troppe variabili nel ricorso a questo tipo di test. Bene, da qualche giorno quel dato si è stabilizzato, segnale che la corsa dei contagi sta rallentando (sia chiaro: l'aumento continua, ma meno marcato).

Spiega Sebastiani: «I dati odierni confermano la previsione: abbiamo raggiunto il picco della percentuale dei positivi ai test molecolari. Il valor medio della percentuale al picco è pari al 25%. Con i dati aggiornati a oggi, il picco appare raggiunto ieri, ma con i dati dei prossimi giorni potremmo fare una localizzazione più accurata. Ora si prevede la discesa della curva media, ma questo trend potrebbe essere invertito tra una-due settimane a causa dell'aumento dei contatti per le attività legate ai saldi e, soprattutto, per quelle legate alla ripartenza delle scuole».

 

Di solito, quando inizia la discesa del tasso di positività dei molecolari, dopo 7-10 giorni si raggiunge il picco dei casi positivi giornalieri e successivamente quel numero diminuisce. Come spiega Sebastiani, ora abbiamo meno certezze a causa della riapertura delle scuole. Inoltre, la diffusione di una variante come la Omicron, con una trasmissibilità che secondo gli scienziati non ha precedenti nella storia dei virus, rende molto difficili le previsioni. Ciò che appare plausibile è che si stia comunque esaurendo l'effetto delle feste di Natale e Capodanno. 

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