Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Covid, il lockdown fa male ai concepimenti: in calo del 20%, la ricerca di Trieste

Covid, il lockdown fa male ai concepimenti in calo del 20%
3 Minuti di Lettura
Lunedì 12 Aprile 2021, 13:31 - Ultimo aggiornamento: 16:09

I lockdown non favoriscono i concepimenti in Italia. Lo dimostra uno studio condotto dai pediatri e ginecologi dell'Irccs 'Burlo Garofolo' di Trieste. Secondo le analisi dell'ospedale materno infantile, durante i mesi del 2020 in cui gli italiani sono stati costretti a rimanere chiusi in casa per effetto delle disposizioni normative anti-Covid, i concepimenti sono diminuiti del 20% con un conseguente calo delle nascite nove mesi dopo. Al Burlo dalle 308 dell'anno precedente si è passati a 247 nello stesso periodo. Lo studio, pur limitato all'andamento delle nascite in un solo ospedale e al solo periodo considerato, è stato pubblicato su Acta Paediatrica, una rivista accademica con sede presso lo svedese Karolinska Institutet. Secondo gli autori della ricerca, volendo fare un confronto storico, il calo di concepimenti «è molto maggiore anche di quello che era stato documentato ai tempi della catastrofe di Chernobyl», in cui le nascite in Italia erano calate del 5-7% in funzione della paura delle possibili conseguenze del fall-out sulle gravidanze.


Quello che è stato osservato dai ricercatori è nello specifico un calo delle interruzioni volontarie di gravidanza sempre nell'ordine del 20% circa. Gli autori principali dello studio, Giampaolo Maso, responsabile dell'Ostetricia, e Francesco Risso, responsabile della Neonatologia -coadiuvati dagli specialisti in formazione Andrea Trombetta e Melania Canton - sottolineano come «tra le possibili cause ci possano essere la crisi economica, la preoccupazione per il futuro occupazionale, gli aspetti psicologici e sociali correlati alla pandemia e al lockdown».

Crollo Pil e meno nascite: Marche e Abruzzo le più colpite, danni anche per Lazio e Toscana

Egidio Barbi, professore dell'Università di Trieste, direttore della Clinica Pediatrica del Burlo e coautore dello studio sottolinea come sia necessario invertire questo trend di denatalità attraverso interventi mirati e politiche di supporto dedicate che rendano il concepimento un progetto di vita realizzabile. Gli asili nido accessibili per tutti, la facilitazione al lavoro dei genitori con figli, le politiche di riduzione dei costi indiretti e un'ulteriore incremento dell'offerta educativa sono alcune delle soluzioni suggerite.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA