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Contagi Covid, in Italia terminata fase di decrescita: ecco perché si rischia con 17 regioni gialle

Contagi Covid, in Italia terminata fase di decrescita: ecco perché si rischia con 17 regioni gialle
di Mario Landi
3 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Febbraio 2021, 16:53 - Ultimo aggiornamento: 10 Marzo, 12:32

Covid, cosa accadrà nei prossimi giorni e nelle prossime settimane in Italia? Una proiezione viene proposta dal fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook "Coronavirus-Dati e analisi scientifiche" e del network di comunicazione della scienza «giorgiosestili.it». La curva dell'epidemia di Covid-19 in Italia è ferma per la terza settimana consecutiva, così come sono fermi il rapporto fra casi positivi e tamponi e l'indice di contagio Rt: «Dopo la fase di discesa c'è una stabilizzazione e a questo punto la curva potrebbe salire o scendere, ma è difficile pensare che possa scendere con 16 regioni e una provincia autonoma in giallo».

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«Rispetto alla settimana precedente la situazione è pressoché stabile ed è la terza settimana di fila che i casi oscillano intorno agli stessi numeri: sono stati 84.000 nella settimana appena conclusa, ossia il 3% in meno rispetto agli 86.000 di quella precedente», prosegue l'esperto.

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Il tema dei tamponi

«Anche il numero dei tamponi è pressoché identico da due settimane», con circa 1,7 milioni di test, con una riduzione del 2% nell'ultima settimana. Il dato positivo è che «finalmente c'è stata una riduzione dei decessi per la terza settimana consecutiva»: dal 10% in meno dell'ultima settimana alla riduzione del 7% di quella precedente e al 4% in meno di tre settimane fa. «È un dato - dice Sestili - che rispecchia la riduzione dei contagi avvenuta tre settimane fa». L'unico parametro in crescita, infine, è quello degli ingressi nelle unità di terapia intensiva, che nell'ultima settimana ha registrato un aumento da 906 a 964 (pari al 6%). C'è però da notare che nella settimana precedente si era registrato un calo del 15%. Il rapporto fra casi positivi e tamponi oscilla fra il 4% e il 6% ed è stabile intorno a 1 anche l'indice analogo a quello di contagiosità Rt rilevato dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss), ossia il CovIndex che viene aggiornato sulla base del rapporto fra nuovi casi positivi e tamponi eseguiti. «La curva è piatta ormai da 24-26 gennaio. Non stiamo migliorando, ma nemmeno peggiorando, e ogni settimana registriamo gli stessi casi della settimana precedente: questo significa che ogni persona positiva ne infetta un'altra», osserva Sestili. «Bisognerà osservare adesso - conclude - che cosa avviene su base regionale e provinciale: è importante monitorare bene la situazione a livello locale».

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