La protesta degli studenti e quei messaggi pericolosi

di Paolo Graldi
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Sabato 22 Ottobre 2022, 00:13

Riprende fiato e fa rumore la protesta degli studenti. Cortei di protesta, flash mob, striscioni, slogan, blocco del traffico: non manca niente al bagaglio di manifestazioni, generalmente, contro il governo. Anche ieri a ponte Sublicio, Porta Portese con obiettivo il Miur gruppi di studenti hanno inscenato il loro dissenso. Ma con qualcosa di più e d’altro che va notato e tenuto a mente. Sono stati appesi a cappi improvvisati i manichini raffiguranti le sembianze dei presidenti del Senato e della Camera: fantocci impiccati che evocano sequenze terribili, consegnate alla Storia e dunque da trattare con grande cautela.

Insomma, qualcuno dovrà spiegare a questi ragazzi, che avranno pure le loro ragioni per lamentare disagi reali, che messaggi di morte non sono in alcun modo accettabili: sono indisponibili perché evocano atti di violenza ed incitano a commetterne altri. Non si tratta di sceneggiate sarcastiche, perché uomini portati al cappio nella nostra democrazia sono vietati e si configurano come reati. Quei ragazzi giocano, magari per supposta e pretesa goliardia, con soggetti molto seri. 


Il rischio di un contagio c’è e va prosciugato, se serve con severità perché un ritorno a situazioni del passato così rappresentate è portatore solo di guai seri e sterili. E in più c’è la città, chi la abita, chi si deve muovere, chi deve fare i conti con blocchi al traffico insopportabili. Protestare può servire. Mettere in scena macabre pagliacciate è come portare le idee in discarica.


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