Ieri la Roma del Bernini, oggi quella dei climatizzatori

Ieri la Roma del Bernini, oggi quella dei climatizzatori
di Pietro Piovani
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Giovedì 22 Giugno 2017, 01:21
Installazioni d'arte contemporanea: Trastevere, aeratori come tentacoli: scempio sull'antico monastero
@antlan1



La civiltà romana classica ci ha lasciato in eredità l'arco a tutto sesto, quella rinascimentale ci ha insegnato a costruire le cupole, quella barocca ci ha regalato gli stucchi, le sculture, i trompe l'oeil. Noi ai nostri posteri lasceremo le unità esterne per il condizionamento d'aria. Migliaia e migliaia di scatole metalliche grigliate, appese ai muri esterni di tutti i palazzi della città, non importa se antichi o moderni. Dietro al loro proliferare c'è un ragionamento molto italiano, molto romano: se io metto questo coso osceno fuori dalla finestra, il danno collettivo è minimo e il mio vantaggio individuale è grande; il problema è che lo stesso ragionamento lo fanno anche gli altri, e allora il danno si fa rilevante per tutti.

Poi c'è chi è capace di pensare in grande, come quell'albergo di Trastevere che occupa un monastero del Seicento e che aveva coperto la sua facciata con tre giganteschi tubi per l'areazione (lo ha raccontato Laura Larcan sul Messaggero). L'abuso in quel caso andava talmente oltre da diventare quasi opera d'arte: veniva da pensare a una decorazione berniniana, a una scultura eccessiva e teatrale, una raffigurazione dell'idra di Lerna, mitologico serpente a nove teste.

Nessuno qui intende demonizzare l'aria condizionata. Il suo primo ideatore fu uno dei più grandi geni della tecnica di tutti i tempi: si chiamava Lewis Latimer, era un afroamericano nato da genitori schiavi che riuscirono a liberarsi dalle catene. Latimer ha liberato l'umanità dalla schiavitù del caldo e dobbiamo essergliene grati. Ma è sicuro che, se fosse ancora vivo, perfezionerebbe la sua invenzione liberandoci anche dalla schiavitù del brutto.

(Nella foto di Toiati, i tubi dell'aerazione come tentacoli su un antico edificio di Trastevere)

pietro.piovani@ilmessaggero.it
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