COVID

Bracciano, ospedale esaurito: garantiti solo interventi salva-vita

Mercoledì 18 Novembre 2020 di Chiara Rai Flaminia Savelli
Bracciano, ospedale esaurito
garantiti solo interventi salva-vita

Non si arresta l’emergenza negli ospedali del Lazio. La curva del contagio si sta “raffreddando” ma i pronto soccorso sono in affanno perché i ricoveri vanno a rilento con i reparti già chiusi e convertiti in sezioni Covid. E così, dopo le strutture della Asl Rm5, il San Camillo, l’Umberto I. Da ieri nella lista, anche l’ospedale di Bracciano che ha sospeso gli accessi se non per interventi chirurgici “salva vita”. Al “Padre Pio”, sono bloccati fino a data da destinarsi i ricoveri programmati e le accettazioni in pronto soccorso per chirurgia e ortopedia. Una decisione presa dalla Asl Rm4 diretta da Giuseppe Quintavalle per decongestionare il sovraffollamento nei pronto soccorso del territorio e l’urgenza di ampliare i posti letto di medicina. Tra le principali cause, la carenza di medici anestesisti per un ospedale che rischia di andare in tilt con accessi esagerati al pronto soccorso. Già convertiti i posti letto del reparto di ortopedia e di medicina. Gli interventi già programmati e non rinviabili, così come le urgenze differibili saranno dirottati al “San Paolo” di Civitavecchia. In tilt anche il servizio per dati e referti. Sempre a Bracciano lunedì, sono stati comunicati 4 guariti ma il totale è rimasto al giorno precedente, cioè fermo a 117 casi.

L’ultimo ospedale della Capitale a chiudere i reparti per convertire i posti letto in Covid, è stato il Grassi di Ostia. Una misura necessaria per garantire il ricovero per altri 70 positivi. Così dallo scorso venerdì, sono state sospese le attività dei reparti di medicina e medicina generale. Una misura estrema in cui tutte le strutture ospedaliere sono ricorse per far fronte alla richiesta della Regione Lazio, di allargare la rete sanitaria di 5.300 posti letto. Dunque, all’ospedale Umberto I già dalla scorsa estate il reparto di ortopedia esegue gli interventi in una clinica privata. All’ospedale Vannini - al Casilino - dal 6 novembre per i 146 posti Covid sono stati chiusi chirurgia, traumatologia, ortopedia, ginecologia e cardiologia. Invece al Sandro Pertini sono stati accorpati i reparti di ortopedia e chirurgia per un totale di 20 posti. Una lista che si allunga ancora nella struttura di via dei Monti Tiburtini con i 38 letti di medicina diventati Covid, i 22 posti di osservazione breve intensiva e u 15 di “Week surgery”, per gli interventi chirurgici di bassa o media complessità. E poi al N.O.C. (Nuovo ospedale dei Castelli) di Ariccia, i 40 posti Covid sono di chirurgia e medicina. Con la terapia intensiva ora interamente dedicata ai soli positivi. Nuove “destinazioni” necessarie per coprire la crescente richiesta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA