Lavoro, M5S: «Tagliare privilegi e incrostazioni di potere del sindacato»

Il lavoro secondo il M5S
di Stefania Piras
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Lunedì 10 Aprile 2017, 16:03 - Ultimo aggiornamento: 17:32

Il Movimento 5 stelle, dopo energia ed esteri, lancia il tema lavoro e chiede via blog di informarsi sulle proposte che verrano messe in votazione la prossima settimana. Sulla politica estera a essere messa in discussione era la Nato, stavolta il tabù da affrontare è il potere del sindacato. Lo strapotere visto che i parlamentari scelti per lanciare il programma lavoro parlano di «tagliare i vecchi privilegi e le incrostazioni di potere del sindacato
tradizionale». Il M5S  infatti ha flirtato più con i sindacati di base finora rispecchiandosi in quell'azione di disturbo ai fianchi di confederazioni e istituzioni di governo. E ora che loro voglioni diventare governo, establishment, potere?

Colgono l'occasione per ridiscutere quei poteri consolidati come appunto il sindacato. «Difendere il lavoratore significa anche promuovere forme nuove di democrazia e partecipazione sui luoghi di produzione» scrivono i deputati Claudio Cominardi (e non Comunardi, sul blog di Grillo c'è un errore), Tiziana Caprini e la senatrice Nunzia Catalfo, l'ideatrice del reddito di cittadinanza che andrebbe a chi il lavoro non ce l'ha.

Sul blog compaiono i temi posti anche da Davide Casaleggio sui suoi profili social e aziendali: «Robotizzazione, digitalizzazione, avvento dell'economia dei beni immateriali». Ma attenzione: lo slogan anni 70 «lavorare tutti per lavorare meno» diventa sul blog una domanda e non un'affaermazione. Si apre dunque il dibattito su quel «lavorare gratis» come recita il titolo del libro del sociologo Domenico De Masi, ispiratore delle politiche occupazionali del M5S.

Ultimo ma non meno importante nodo politico lanciato: «bisogna svincolare il concetto di produttività dal
totem del cartellino». Premi produttività a pioggia o il M5S tenterà di riformare anche questo meccanismo? 

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