India, zia lancia il nipotino dal terzo piano di un ospedale: era gelosa della cognata

India, zia lancia il nipotino dal terzo piano di un ospedale: era gelosa della cognata
di Federica Macagnone
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Mercoledì 14 Settembre 2016, 17:00 - Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 14:27

Un'invidia accecante e una gelosia incontenibile. Non sopportava che la cognata avesse messo al mondo quel bel maschietto, mentre lei continuava a dare alla luce delle femmine. Una vergogna insopportabile che ha spinto Sarita Devi a gettare giù dal balcone del terzo piano dell'ospedale di Kanpur, in India, il nipotino di 17 giorni. Fortunatamente il piccolo si è salvato rimanendo incastrato in una rete, mentre per lei si sono aperte le porte del carcere.

In assenza dei genitori, entrambi al lavoro, la donna aveva portato il piccolo Amnol in ospedale per una setticemia. Era lì che voleva compiere il delitto, ma non ha tenuto conto delle telecamere di sorveglianza che l'hanno ripresa in piena notte aggirarsi per i corridoi, prima con un fagotto e poi a mani vuote. «Mi ero svegliato e Sarita, intorno alle 3.30, aveva appena finito di dare il latte al piccolo – ha raccontato Satish Yadav, zio del bambino - Poi mi sono addormento e quando mi sono svegliato di nuovo alle 5.30 per controllarlo, il piccolo non c'era più. A quel punto l'ho svegliata e mi ha detto che non aveva idea di dove fosse. Ho subito dato l'allarme e sono iniziate le ricerche».

Amnol è stato trovato sospeso nel vuoto: è sopravvissuto solo perché è rimasto impigliato nelle reti che circondano l'ospedale per proteggerlo dalle scimmie. Secondo The Hindustan Times, Sarita ha confessato e ha raccontato il suo dramma familiare: «Ho tre figlie e non passa giorno che non venga presa in giro perché non riesco a mettere al mondo un bambino. Così mi è venuto in mente di gettare il piccolo dal balcone. Non so perché l'ho fatto. Una voce me lo ha ordinato e io ho agito».

Nell'India rurale, le donne che non riescono a mettere al mondo figli maschi sono spesso soggette ad abusi. Ancora oggi alcuni genitori indiani danno una dote all'uomo che prenderà in sposa le loro figlie, circostanza che comporta pesanti oneri finanziari per le famiglie.

 

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